Storia e Architettura degli Stadi di Calcio

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    Le quattro vite del Vélodrome

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    La storia del Vélodrome di Marsiglia, uno stadio simbolo della storia dell'architettura sportiva francese nel Novecento.


    Lo Stade Vélodrome di Marsiglia è un impianto storico che ha saputo rinnovarsi negli anni e ora, dopo l'ultima ristrutturazione, è entrato definitivamente nel nuovo millennio. Le Vel', come viene soprannominato, ha avuto quattro vite che andremo ad analizzare, ognuna legata a doppio filo al periodo storico di riferimento.



    Lo stadio venne inaugurato nel 1937, il 13 giugno, con un'amichevole tra Olympique Marsiglia e Torino (vinta dai padroni di casa per 2-1). Il progetto era stato affidato all'architetto Henri Ploquin due anni prima e aveva visto la costruzione di un impianto tipico del periodo: pianta ovale con una pista per le gare di ciclismo - da qui il nome, "velodromo" - e una per l'atletica a incorniciare il rettangolo di gioco.

    Nel 1938 ospiterà due partite di calcio dell'Italia, nel Mondiale che vedrà gli azzurri diventare Campioni del Mondo, e dopo la guerra diventerà a tutti gli effetti la casa dell'OM - era infatti scaduto il contratto di proprietà del club di Marsiglia sullo Stade de l'Huveaune, il vecchio e originale impianto della squadra, costruito nel 1904 e in parte finanziato dai tifosi negli anni '20.

    Inaugurazione del Vélodrome, ph unmondedepapiers.wordpress.com

    Sezioni di progetto, 1937



    Uno degli elementi più interessanti dell'impianto originale era certamente la facciata esterna della tribuna centrale (v. foto sopra), con richiami monumentali, colonne binate e l'iscrizione Stade in posizione centrale.

    Fino al 1970 è questa la prima "vita" del Vélodrome, con una capienza di circa 49.000 posti (sia a sedere che in piedi) e due tribune centrali coperte da una struttura a sbalzo, ancorata a quella principale esterna in cemento armato. Tra il 1971 e il 1984 lo stadio inizia, però, a cambiare volto: la pista per il ciclismo, così inclinata, è troppo "invitante" per le invasioni di campo dei tifosi e viene quindi rimossa, ampliando le gradinate verso il terreno di gioco. La capienza sale a 55.000 persone ma l'inserimento di alcuni palchi in tribuna la fa nuovamente scendere a 42.000, mentre lo stadio viene scelto fra le sedi dei Campionati Europei del 1984.

    La seconda fase ha inizio qui, con la rimodellazione delle tribune e l'arrivo di Bernard Tapie alla presidenza del Club. Figura controversa come poche altre nel panorama calcistico, si deve a lui, però, la trasformazione del Vélodrome in stadio prettamente calcistico. Sua è la decisione di rimuovere del tutto la pista d'atletica e abbandonare la pianta ovale delle gradinate (almeno internamente), ampliando le due curve verso il campo da gioco. L'impianto cessa di essere multi-funzionale, la capienza sale a 48.000 posti e aumentano i collegamenti stadio-città, con il passaggio della linea 2 della metropolitana (tutt'oggi la soluzione migliore per raggiungere Le Vel', con le fermate Rond-Point du Prado e Sainte-Marguerite Dromel).


    Il Vélodrome nel corso della sua storia: 1937 (a sx), anni '80 (al centro), 1998 (a dx)


    Tra il 1984 e il 1998 (anno della terza grande ristrutturazione dell'impianto), lo Stade Vélodrome ospita momenti storici del calcio moderno (v. foto sotto): la semifinale Francia-Portogallo di Euro84, vinta dai padroni di casa 3-2 ai supplementari; l'infausto - per i rossoneri - OM-Milan, quarto di finale di Coppa dei Campioni 1991, con l'ormai storico abbandono del campo guidato da Adriano Galliani; e ancora, la fase finale della Coppa del Mondo 1998, con ben 7 partite tra cui il quarto di finale Olanda-Argentina (e il meraviglioso gol di Bergkamp) e la semifinale Brasile-Olanda.

    Proprio per i Mondiali transalpini lo Stade Vélodrome si trasforma in modo radicale, sotto le linee del progetto firmato Jean-Pierre Buffi: si completa l'idea di avvicinare le gradinate al campo, ridisegnando le tribune con una forma ad arco che richiama le curve delle colline provenzali che circondano la città di Marsiglia. Anche l'esterno viene ripensato, su pianta quadrangolare, mentre la facciata originale del 1937 è arricchita da una nuova struttura moderna integrata, con la scritta "Stade" che diventa "Stade Vélodrome".

    Come ogni progetto che si rispetti, però, non mancheranno le critiche per uno stadio che rimane senza copertura in 3 gradinate su 4, non la scelta migliore vista la zona spesso battuta dal vento.



    Francia-Sudafrica, 12 giugno 1998

    La facciata originale dello stadio, ripensata dopo il progetto di Buffi


    Si arriva, così, all'ultima fase, la "nuova vita" del Vélodrome: in vista di Euro2016 lo stadio viene completamente rinnovato, con il progetto firmato dallo studio parigino SCAU e dall'architetto locale Didier Rogeon.

    Con il miglioramento delle criticità precedenti (aggiunta di una copertura sull'intero impianto), lo Stade Vélodrome diventa a tutti gli effetti un'icona architettonica e culturale della città. Viene portato avanti il concetto della forma principale, già messo in pratica da Buffi nel 1998, con una copertura dalle linee ondulate ancor più estremizzata. In questo modo lo stadio diventa parte dell'ambiente circostante, in un dialogo visivo e stilistico continuo.

    Costituita in fibra di vetro e Teflon, la struttura che racchiude l'impianto si erge fino a 65m di altezza nel suo punto più alto ed è pensata in modo da creare una barriera contro il vento e aumentare l'acustica interna. Quattro enormi tiranti agli angoli assicurano la stabilità della copertura che insiste su un'intelaiatura in acciaio.

    Le gradinate sono riproposte con la forma arcuata del progetto precedente e il livello di illuminazione naturale interna, grazie al materiale semi-trasparente della copertura, aumenta in modo esponenziale. Vengono inoltre rinnovate e implementate le aree hospitality interne, con un'ampia sala VIP, ristoranti e palchi - oltre a una nuova zona per gli spettatori disabili.



    ph ©SCAU

    Il costo dell'intervento è stato quantificato in 267 milioni di euro, di cui 150 per lo stadio e il resto per il rinnovamento dell'area circostante. Anche l'esplanade Ganay, di fronte all'impianto, viene rimodernata e offre ora un ampio e moderno accesso allo stadio. L'OM, durante il corso dei lavori - dalla primavera 2011 all'estate 2014 - ha sempre continuato a giocare le proprie partite al Vélodrome, nonostante i settori di volta in volta chiusi o in costruzione. La capienza attuale è di 67.000 persone, risponde a tutti gli standard UEFA ed è pronto per ospitare 6 gare dei prossimi Europei 2016.

    Lo Stade Vélodrome si conferma, quindi, uno dei migliori esempi di rinnovamento a livello europeo. Grazie alla lungimiranza e alle idee delle amministrazioni e degli architetti coinvolti negli anni, questo edificio è rimasto sempre al passo con i tempi e con le trasformazioni del calcio. Ha attraversato 4 grandi fasi che non l'hanno mai stravolto ma sempre migliorato e ampliato, nel solco di un naturale "progresso stilistico" e architettonico.

    Oggi è, a tutti gli effetti, uno degli stadi più belli e meglio pensati del continente, nonché un ottimo esempio di ristrutturazione per tutti quegli impianti nati come stadio-velodromo, che continuano a vivere nel compromesso di gradinate troppo lontane, piste ingombranti attorno al campo e indecisioni su come risolvere davvero questi problemi.

    Stade Vélodrome
    città: Marsiglia, Francia
    inaugurazione: 13 giugno 1937
    rinnovamento: 1984; 1998; 2014


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    per saperne di più:
    • il racconto dell'inaugurazione e la cronaca di OM-Torino, 13 giugno 1937, su omhistorique.free.fr
    • gli avvenimenti di Olympique Marsiglia-Milan, 20 marzo 1991, su rivistasportiva.com
    • ulteriori informazioni sul nuovo stadio, su architecture-urbanisme-fr (in francese)
    • il video dell'esordio dell'OM nel "nuovo" stadio, v Montpellier, 17 agosto 2014, da youtube

    Particolari delle facciate esterne, ph ©SCAU

    Particolare dei seggiolini in tribuna (ph ©SCAU) e vista d'insieme (ph zimzoul)
    OM-Montpellier, 17 agosto 2014, prima partita nel "nuovo" Vélodrome (ph eurosport)



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