Hillsborough, 15 aprile 1989


Sono passati 26 anni (ieri, mentre scrivo) e la tragedia di Hillsborough resta, doverosamente, uno di quei momenti che vanno ben oltre il calcio in sé e per sé. Un pomeriggio di sport trasformatosi in troppe cose: una tragedia umana, uno scontro politico, una battaglia legale, una caccia al colpevole e, soprattutto, un lungo e penoso esercizio di omertà e accuse infamanti.

Poco tempo fa mi sono imbattuto in una frase che recitava: "Il calcio non è solo un gioco. Se lo fosse non metteremmo in discussione nulla di ciò che lo riguarda". È incredibilmente vero, e qualche volta sono i momenti tragici a ricordarcelo. Quegli avvenimenti in cui tutti - anche chi non è tifoso o appassionato - possono vedere chiaramente quanto questo sport si intrecci con le emozioni e la vita delle persone.

Stagione 1988/1989, semifinale di Coppa d'Inghilterra fra Nottingham Forest e Liverpool, allo stadio Hillsborough di Sheffield (campo neutro, come da sempre avviene secondo format della competizione). L'impianto della città del South Yorkshire era stato costruito 75 anni prima, su progetto dell'architetto Archibald Leitch (vedi qui): una tribuna principale coperta su due livelli, e tre lati con gradinate ricavate da sbancamenti di terreno - quella sul lato est, la Kop, resterà una delle più maestose d'Inghilterra per decenni. Poi le prime ristrutturazioni: la tribuna nord negli anni '60 e quella ovest per i Mondiali del 1966, fino ad arrivare alle "raccomandazioni" contenute nella Green Guide (di cui si è già parlato qui), secondo le quali, nel 1978, lo stadio veniva certificato "con riserva".

Hillsborough negli anni '60
Nel mentre il fenomeno-hooligans stava mischiando le carte. Il calcio oltremanica stava vivendo un periodo di transizione fuori controllo per ciò che riguarda il modo di seguire la partita (e chi lo seguiva) e le strutture esistenti dimostravano tutti i loro limiti. La tragedia dell'Heysel, 1985, aveva portato negli stadi inglesi le cancellate e le strutture di separazione tra un settore e l'altro, alle volte addirittura all'interno della stessa gradinata. I muri divisori erano stati rafforzati per evitare il ripetersi di crolli improvvisi sotto il peso dei tifosi, come avvenuto in Belgio. Ma erano soluzioni superficiali che avevano quasi peggiorato la situazione generale degli stadi, trasformandoli in un "collage di elementi" complicato e totalmente non funzionale.

Già nel 1981, a Hillsborough, un sovraffollamento di tifosi in una delle tribune, in occasione di una semifinale di coppa fra Tottenham e Wolverhampton, aveva fatto registrare contusi e feriti tra i presenti. La soluzione era stata quella di suddividere la gradinata ovest, Leppings Lane, in tre settori tramite l'installazione di cancellate in ferro. Nella teoria, frazionare gli spazi di una tribuna avrebbe impedito il rischio di affluenza oltre il limite consentito. Nel 1987, però, nelle gare di quarti di finale e semifinale si erano ripetute le stesse scene di caos e, anzi, molti dei presenti si erano lamentati dell'incapacità delle forze dell'ordine di condurre e smistare il flusso di tifosi già all'ingresso dell'impianto.

Risultato: il certificato di sicurezza dell'impianto era stato revocato e, in attesa di quello nuovo, il 15 aprile 1989 lo stadio era ufficialmente "non a norma".


Leppings Lane, una delle cancellate di sperazione (in alto) e la vista generale della gradinata (in basso)

Per la gara di semifinale tra Forest e Liverpool, il primo grave errore viene commesso in sede organizzativa: ai tifosi del Nottingham Forest viene assegnata la tribuna più capiente dello stadio, la Spion Kop, ovvero la tribuna est, con capienza di circa 30.000 persone e dotata di 60 ingressi; i tifosi del Liverpool, invece, generalmente molto più numerosi nel seguito alla squadra, sono collocati nella tribuna opposta, Leppings Lane, capienza di meno di 25.000 persone, dotata di soli 23 ingressi e accessibile tramite un'area esterna piuttosto ridotta.

Inoltre, per evitare ulteriormente qualunque rischio di contatto fra le due tifoserie, ai tifosi del Liverpool viene interdetto l'uso degli ingressi vicino alla tribuna nord, con il risultato che l'unico accesso diventa dai tornelli nei pressi del Gate C, un cancello in posizione centrale fuori dallo stadio, che conduce al tunnel 2 al centro della gradinata.

Schema degli accessi alla Leppings Lane
Praticamente, 25.000 persone attendono all'esterno, in un'area grande quanto un campo da calcetto, e devono entrare in una gradinata di circa 70m x 40m passando attraverso un tunnel lungo 20m e largo 3m. Inconcepibile.

Il giorno della semifinale un buon numero di tifosi del Liverpool si attarda nel traffico per lavori stradali sulla via per lo stadio. La gara doveva iniziare alle 3 del pomeriggio, e circa mezz’ora prima del calcio d’inizio il grosso delle persone si sta ancora riversando agli ingressi della tribuna Leppings Lane. In pochi minuti si forma un enorme imbuto di tifosi, rallentate nella fase d’ingresso dai tornelli antiquati e stretti che permettono il passaggio di una sola persona alla volta.

Come se non bastasse, molti si sono presentati ai cancelli sbagliati ma non possono più tornare indietro perché ormai bloccati dal gran numero di presenti. Quando mancano poco più di 10 minuti all’inizio, le squadre entrano in campo e, dall’esterno, chi aspetta di entrare sente il boato del pubblico dentro lo stadio. La situazione a questo punto scivola di mano.

Viene fatta richiesta formale di ritardare l’inizio della gara, per permettere un tranquillo ingresso di tutti i tifosi, ma la richiesta è respinta. Sono le h14.52. Le forze di polizia decidono di aprire il cancello C (Gate C), un ampio cancello vicino ai tornelli d’ingresso (solitamente utilizzato per il deflusso in uscita a fine gara, situazione comune a molti stadi anche oggi): questo ingresso conduce a un tunnel piuttosto buio che sbuca al centro della tribuna, in corrispondenza, però, di due sole porzioni centrali dell’intera gradinata.

I tifosi non perdono tempo e inizia un ingresso di massa a passo spedito, attraverso il tunnel. Il risultato, nel giro di pochi secondi, è che i settori 3 e 4, già quasi al limite della capienza, vengono ulteriormente riempiti da chi accorre in quel momento - c’erano quasi 2.000 persone che attendevano di entrare, prima che fosse aperto il Gate C e si può quindi facilmente immaginare il risultato.

L'area esterna d'accesso alla gradinata

La folla di tifosi che aumenta all'esterno dello stadio
Il tunnel 2, che conduce ai due settori centrali della Leppings Lane
La gradinata Leppings Lane, come abbiamo visto in precedenza, dopo il 1981 è costituita da 6 sotto-settori, separati a due a due tra loro tramite cancellate in ferro (la capienza totale delle due porzioni centrali è circa 2.200 persone). Al momento dell’ingresso dal Gate C, però, i due settori sono già quasi al limite e, con circa il doppio dei tifosi presenti in quella porzione della gradinata, la situazione precipita.

Sono le h15.00, in campo la partita è iniziataCom’è ovvio, più le persone entrano, più quelle davanti avanzano: in pochi minuti le prime file vengono letteralmente schiacciate contro le cancellate di separazione dal campo di gioco. Quasi nessuno però se ne accorge. Chi entra, nella parte posteriore, non può vedere cosa sta succedendo nella zona frontale, e così è anche per le forze di polizia che continuano a far affluire persone dall'esterno, senza deviarle nei settori laterali della gradinata.

Sono le h15.06, alcuni tifosi incominciano a riversarsi in campo come unica via di fuga, scavalcando le cancellate. Altri tentano di arrampicarsi e vengono “tirati su” da chi è nel livello superiore. Qualcuno riesce ad aprirsi un varco tra le cancellate a bordo campo e dà il via così al deflusso maggiore ma per molti, ormai, non c’è più nulla da fare. La polizia, intanto, non ha ancora compreso del tutto la natura della tragedia e impedisce, ai tifosi che scappano in campo, di disperdersi sul terreno di gioco.

Un cordone di sicurezza viene organizzato appena a pochi metri di distanza dalla tribuna, rendendo impossibile, di fatto, un ampio smistamento di chi stava cercando una via di fuga. Pensando a una situazione di semplice disordine pubblico, inoltre, le forze dell’ordine permettono l’ingresso sul campo soltanto a un’ambulanza, mentre ne rimangono fuori ben 43. Moriranno 96 persone e 766 saranno i feriti, in quella che diventerà la più grave tragedia sportiva nella storia britannica.

h14.59, i settori laterali (in basso a dx) sono ancora semi-vuoti, mentre i due centrali sono ormai saturi
Alcuni tifosi vengono "tirati su" e salvati dai presenti nel livello superiore

Ricostruzione grafica dei momenti della tragedia (BBC)

Il calcio inglese e, probabilmente, lo sport in generale non saranno più gli stessi dopo quel giorno del 1989. Peter Taylor condurrà un'inchiesta che porterà al Taylor Report, dove saranno individuate le cause di questa tragedia - e di tutte quelle soltanto sfiorate negli anni precedenti: gli errori delle forza dell'ordine nella gestione e nel controllo degli eventi, e gli stadi come strutture ormai non più in grado di assecondare i tifosi moderni. Ma, soprattutto, dopo molti anni di battaglie e ricorsi, nel 2012 verrà fatta luce su quel pomeriggio, togliendo ogni colpa ai tifosi del Liverpool che "non hanno causato e non hanno contribuito alla morte delle vittime" e ponendo invece l'accento sugli insabbiamenti e gli errori dell'epoca, sottolineando "modifiche significative" alle testimonianze ufficiali per assolvere agenti e responsabili della sicurezza da coinvolgimenti diretti.

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per saperne di più (la letteratura sui fatti di Hillsborough è incredibilmente ampia, sia sul web che nelle pubblicazioni):
  • video delle fasi della tragedia dalle telecamere a circuito chiuso, link;
  • la ricostruzione dei fatti, dal sito della BBC, in inglese, link;
  • Lord Justice Taylor, "The Hillsborough Stadium Disaster, Final Report", HMSO, Londra, 1990;
  • A. Cunazza, "Lo stadio di calcio nel Novecento: architettura e forma", Tesi di laurea, Facoltà di Architettura, relatore: Annalisa Dameri, co-relatore: Maurizio Lucat, Torino, 2013.


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