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    Archistadia incontra Lars Erik Bolstad e Geir Florhaug, i creatori dell'app "Groundhopper"

    groundhopper app mobile

    L'intervista ai creatori dell'app mobile più importante per tutti i tifosi di calcio, "Groundhopper App". Le idee e il funzionamento dietro lo strumento migliore per accompagnarci in ogni stadio del mondo.



    Mi sono imbattuto nell'app Groundhopper (Android e AppStore) qualche tempo fa - grazie alla segnalazione di Matteo Maggio - e ne sono rimasto folgorato. Più di 8.000 stadi e oltre 300 campionati tra cui scegliere nel database sono il meglio che ogni appassionato di calcio potrebbe desiderare. Un'app molto semplice e intuitiva che vi permette di registrare la presenza allo stadio ogni volta che andate a vedere una partita, creando automaticamente il vostro "storico" (scaricabile successivamente anche in formato-elenco sul vostro pc) e il quadro statistico suddiviso per stadi, Club e paesi.

    Come detto, il database da cui pescare è veramente enorme. Calendari aggiornati continuamente, in abbinamento alla funzione GPS, vi danno la possibilità di trovare una partita nelle vicinanze ovunque voi siate (anche in viaggio). Inoltre, grazie all'archivio fornito dall'app, potete aggiungere tutte le partite viste in passato, anche in stadi ormai demoliti o rimpiazzati dai nuovi impianti.

    A qualunque livello di "groundhopping" siate, quest'app è un modo divertente per tenere la statistica di tutti gli stadi e le partite viste e, invitando i vostri amici - o richiedendo l'amicizia agli altri groundhoppers visibili dalle varie liste -, potrete comparare i vostri dati e vedere chi ha visto più partite, dove e di quale squadra.

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    Proprio per questo ho intervistato i creatori dell'app (Lars Erik Bolstad, in particolare, e Geir Florhaug) per conoscere di più sia sull'app in sé sia sulla passione che fa essere tutti noi, chi più chi meno, groundhoppers itineranti (ove non specificato, le risposte sono di Lars):


    • Ciao Lars e grazie per la vostra disponibilità. Iniziamo da te e dalla tua passione per il calcio. Com'è nata e che ricordi hai della tua prima partita allo stadio?
    Sono cresciuto in una piccola cittadina in Norvegia e la prima volta che sono andato a una partita è stato a 7 anni, circa, con mio papà. In quegli anni il nostro Club locale era una delle squadre più forti del paese e, per molti anni, abbiamo continuato ad andare alla partita ogni settimana. La mia grande passione, però, come per molti altri ragazzini scandinavi della mia generazione, era il calcio inglese.

    Ognuno di noi tifava per un Club inglese specifico e ogni fine settimana guardavamo una delle partite trasmesse dalla tv norvegese. Fin da piccolo, e ancora oggi, il Manchester United era la mia squadra, ma ci volle molto tempo perché riuscissi ad andare a Old Trafford a vederli dal vivo. Quello resta uno dei miei ricordi migliori, ancora oggi.

    • Uno stadio, spesso grande e rumoroso, è la cosa principale che impressiona un bambino la sua prima volta alla partita. Crescendo, invece, tendiamo a dare questi aspetti più per scontato, concentrandoci sul gioco in campo. È qualcosa in cui ti ritrovi o per i groundhopper non è così?
    Bé, nonostante sia uno dei creatori di questa app, non mi considero a tutti gli effetti un groundhopper. La mia più grande passione è sempre stata quella di vedere una partita di calcio ma, ovviamente, ho sempre accolto positivamente la possibilità di visitare stadi nuovi e, col tempo, ho apprezzato questo particolare aspetto sempre di più. L'arrivo dell'app ha aggiunto ancora più entusiasmo in questo e spesso l'obiettivo è visitare uno stadio nuovo proprio per aggiungerlo alla lista!


    Westfalenstadion, Dortmund, 2013 (foto Groundhopper)



    La Manga, Spagna, Lillestrøm v Start, 2013 (foto Groundhopper)
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    • Viaggiando molto e vedendo molte partite in stadi diversi, come ti poni verso quello che viene definito "calcio moderno", fatto di grandi stadi, all'avanguardia ma spesso un po' impersonali?
    La prima cosa che si nota, sicuramente, è quanto simili tra loro siano gli stadi di nuova generazione. Questo penalizza negativamente l'atmosferta durante le partite? Penso sia difficile dirlo con certezza. Ci sono altri fattori negativi probabilmente più importanti, il più chiacchierato è il caro-biglietti, soprattutto in Inghilterra.

    • Passiamo ora all'app Groundhopper. Com'è nata l'idea inizialmente?
    Siamo in due alla base di questa app, il mio amico Geir e io. Abbiamo viaggiato a lungo insieme per vedere partite di calcio e, a un certo punto, ci è venuta l'idea di qualcosa che potesse tenere traccia delle gare e degli stadi visti. Dopo una breve ricerca abbiamo notato che non esisteva ancora nulla del genere e abbiamo deciso di crearlo noi. Io sono un programmatore di software per lavoro mentre Geir è nel settore creativo e ha grandi doti di grafica e design. In realtà questa app è qualcosa a cui lavoriamo nel nostro tempo libero, il nostro "hobby", ma è davvero bello vedere quanto sia apprezzata da molte persone in giro per il mondo.

    • Parlaci un po' delle funzioni principali. C'è anche una sorta di community legata all'app, che stimola la "competizione" tra amici e con altri utenti, vero?
    L'obiettivo principale dell'app è tenere traccia delle partite e degli stadi visti dal vivo e, in seconda battuta, dare la possibilità di trovare nuove partite nei dintorni del luogo dove ci troviamo in un certo momento. Per fare ciò abbiamo un database di calendari futuri e risultati passati per oltre 300 campionati, per facilitare sia la ricerca di partite da vedere sia di quelle già viste in passato da inserire nella propria lista.

    Esiste anche un aspetto "competitivo", indirettamente proposto dalla struttura dell'app, dato che il programma fornisce ogni sorta di classifica, indicizzata per diversi temi: stadi più visti, Club più visti, campionati completati (quando si è stati almeno una volta nello stadio di ogni squadra che compone una lega, ndr), nazioni visitate, ecc.

    (la parte divertente e stimolante dell'app, infatti, sta proprio in questo: le classifiche tematiche ci permetteranno di scalare posizioni "contro" gli altri groundhopper del mondo, permettendoci di diventare il n.1 dei visitatori di un determinato stadio, o di un Club specifico, oppure incoronandoci come il tifoso che è stato in più nazioni diverse, e così via, ndr)





    • A proposito dei vari campionati presenti nell'app, come organizzate il continuo inserimento e l'aggiornamento dei calendari, sia per le partite appena terminate sia per quelle in programmazione?
    È un processo in gran parte automatizzato, ovviamente. Ci appoggiamo a varie fonti e inseriamo i risultati giornalmente, mentre i calendari delle partite in programmazione vengono aggiornati circa una volta alla settimana. In ogni caso ci vuole sempre qualche correzione manuale da parte nostra, prima che i dati vengano messi online e resi visibili sull'app. Abbiamo anche un modulo-feedback, accessibile tra le opzioni dell'app, e, con l'aumento recente del numero di utenti riceviamo commenti e proposte di modifiche molto più velocemente di prima - per es. se una partita è stata abbinata allo stadio sbagliato, ecc.

    (nell'inserire le proprie partite viste, si può anche creare da zero un match eventualmente non presente nel database, inserendo data, squadre, stadio, risultato e breve descrizione. Inoltre gli utenti possono contribuire volontariamente alla parte grafica dell'app, inviando foto ad alta risoluzione che verranno utilizzate per la pagina-profilo di ogni stadio, con riferimento copyright a chi le ha scattate, ndr)


    • Qui ci avviciniamo di più alle linee guida di Archistadia. Nella tua esperienza, c'è uno stadio che consiglieresti a tutti principalmente per le sue caratteristiche architettoniche e la sua visuale?
    Lars: molti nuovi stadi si assomigliano molto tra loro ma, tra quelli davvero notevoli architettonicamente, senza dubbio ci sono l'Allianz Arena di Monaco e l'Emirates Stadium di Londra. Per quanto riguarda la visuale, invece, se non ci sono né la pista d'atletica né i pali di sostegno per la struttura lungo la gradinata, allora sono contento.

    Geir: lo stadio del Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch FC, solo per l'esercizio linguistico che comporta!

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    • E uno che, invece, consiglieresti per la sua atmosfera durante la partita?
    Lars: sono stato a San Siro alcune volte per vedere il derby di Milano, e quelle partite sono sicuramente tra le mie migliori di sempre come atmosfera durante la gara. Per contro, però, sono stato nello stesso stadio per vedere l'Inter contro Club di caratura inferiore ed era stata un'esperienza senz'altro differente. Ovviamente la partita e l'avversario contano molto, ma consiglio sempre a tutti di andare in Italia e vedere dal vivo uno dei derby classici del campionato (poco tempo fa il team di Groundhopper è venuto a Torino, per il derby Toro-Juve terminato 2-1 per i granata, ndr). Un altro stadio  che non può mancare per la sua atmosfera è il Westfalenstadion (o Signal Iduna Park), la casa del Borussia Dortmund.

    Geir: essendo anche io un tifoso del Manchester United, vorrei poter rispondere "Old Trafford" ma, purtroppo, come ogni altro big Club moderno, attira tifosi e simpatizzanti di qualunque tipo - e non del genere "rumoroso". Tra gli stadi più grandi probabilmente la scelta giusta è il Westfalenstadion, con il suo muro giallo, Die Gelbe Wand, la gradinata a posti in piedi più grande d'Europa. Un impianto che, invece, mi ha sorpreso molto è tra quelli più piccoli: il Guldensporen Stadion in Belgio, casa del KV Kortrijk, dove la tifoseria di casa ha cantato e tifato senza sosta tutto il tempo, su gradinate tipiche di un semplice stadio anni '70 all'inglese.

    • Tutti noi abbiamo uno stadio che ancora "manca alla lista". Il tuo qual è?
    Lars: oh ne ho tantissimi! Mi piacerebbe andare prima o poi a Buenos Aires e vedere River-Boca, oppure a Istanbul per vedere il Galatasaray contro il Fenerbahce o il Besiktas. Come stadio in sé, spero al più presto di riuscire ad andare al nuovo Wembley.

    Geir: Wembley. Le due torri ormai non ci sono più, ma il Manchester United tornerà presto per giocarsi una finale.

    • Se dovessi raccontare un aneddoto, da uno degli stadi in cui sei stato, qual è il primo che ti viene in mente?
    Lars: il mio ricordo migliore di sempre legato al calcio è allo Stade Vélodrome di Marsiglia, il 23 giungo 1998, quando la Norvegia vinse contro il Brasile nella fase a gruppi dei Mondiali (2-1 per i norvegesi in rimonta, 83' Flo e 89' Rekdal dopo il vantaggio di Bebeto al 78', ndr), ottenendo per la prima volta il passaggio del turno. C'era stato un grosso caos-biglietti all'epoca e quelli che avevamo comprato in anticipo non ci erano stati consegnati. Avevamo, quindi, dovuto andare su e giù per le vie della città alla ricerca di nuovi ticket dai bagarini. Alla fine riuscimmo a trovarli e le ore in attesa della gara furono stupende, in mezzo alla grande atmosfera pre-partita del posto. E poi anche la vittoria, fantastico! Quella partita è considerata ancora adesso uno dei più grandi risultati sportivi della storia norvegese. Ovviamente pochi giorni dopo perdemmo contro l'Italia e fummo eliminati...

    Geir: ero al Kirkland Stadium, sulle rive del fiume Mersey, a Liverpool, per vedere una partita del Cammell Laird FC, un Club di Non League inglese. La folla era più o meno di 50 persone, costituita prevalentemente da ex-giocatori e parenti di chi era in campo, credo. Quando stavo uscendo, un paio di minuti prima del fischio finale, un addetto del campo mi fermò, chiedendomi di dove fossi. "Norvegia", risposi, e gli chiesi se avessero speso qualche spettatore straniero, essendo così vicini a Liverpool. "Certamente", mi rispose lui, "abbiamo avuto due olandesi l'anno scorso!". Poi volle regalarmi una spilla del Club come souvenir e si assentò per andarla a prendere. Tornò 5 minuti dopo e mi invitò come ospite nella sala riservata per il post-partita con la squadra e lo staff. E gli ex-giocatori. E i parenti.

    Kirkland Stadium, Birkenhead (foto Groundhopper)
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    • Essere alla partita è il concetto principale alla base del "groundhopping". Ma spesso ci capita di visitare uno stadio con il tour guidato o andare apposta a vederlo, almeno dall'esterno. È un'opzione che pensate di considerare per l'app, in futuro?
    Effettivamente molti utenti ci chiedono di tanto in tanto quest'opzione, vedremo. L'intero concept dell'applicazione, però, è basato sulla registrazione delle partite viste, quindi aggiungere questa possibilità comporterebbe una sorta di riprogrammazione un po' generale.

    • Arrivati alla fine di questa bella intervista, non posso fare a meno di chiedere le vostre statistiche attuali dall'app Groundhopper (v. foto sotto, giugno 2015). Grazie ancora per la vostra disponibilità, ci vedremo in gradinata!

    L'app Groundhopper è disponibile dai market Android e App Store, in due versioni: la versione gratuita permette di utilizzare le funzioni base (con l'aggiunta della pubblicità) ma fornisce un database di calendari limitati alle ultime due stagioni; la versione a pagamento (2.00 €), invece, permetterà di utilizzare l'app completa di tutte le sue funzioni, supportando il lavoro di sviluppo e aggiornamento dei programmatori.


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    link utili:
    • Groundhopper app, pagina ufficiale facebook, link
    • Groundhopper app su Android - Google Play, link
    • Groundhopper app su Apple - App Store, link
    • A Foursquare like app for stadium visitors, recensione in inglese, link

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