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    Stadi del passato: West Ham Stadium, Londra


    Londra, Custom House - tra Canning Town e Becton, a pochi isolati dal City Airport. Siamo nella zona est della città e lo stadio è il West Ham Stadium. Ma, attenzione, non ha nulla a che fare con il West Ham United FC. Upton Park è più a nord e, prendendo Barking Road, poi a sinistra su Prince Regent Lane verso il Tamigi, arriviamo dove in realtà uno stadio oggi non c'è più. L'edilizia abitativa e un dedalo di stradine e vie private hanno preso il posto di quello che, fino a quarant'anni fa, era uno degli stadi più importanti dell'Inghilterra.

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    La mappa locale nel 1940 e oggi.

    Il ristorante interno dello stadio.
    Il West Ham Stadium era un impianto per le corse dei cani, delle motociclette e delle custom-cars - ma ospitò anche partite di baseball e calcio. Uno splendido ovale che poteva contenere 100-120.000 spettatori (all'epoca era il più grande d'Inghilterra nel suo genere) e, soprattutto, l'unico stadio per le corse progettato da Archibald Leitch (vedi qui e qui)

    Costruito nel 1928, nonostante una forma molto semplice e spartana, presentava tutti gli elementi migliori dell'architettura del periodo: una facciata esterna con scansione regolare di aperture, simile all'edilizia industriale dell'epoca; le balconate delle tribune con la classica struttura reticolare in acciaio (che si ritrovano in vari impianti inglesi - attualmente intatta quella di Goodison Park, Liverpool) e la copertura a spiovente sulle due gradinate centrali - con le due curve lasciate a terraces, posti in piedi e barriere anti-schiacchiamento. E come ogni stadio di quel periodo, con servizi al pubblico di standard elevatissimo, come la presenza di un ristorante interno, che oggi sembra unica prerogativa/innovazione all'avanguardia degli stadi moderni.

    L'ingresso principale dall'esterno, poi, era la classica firma di Leitch (v. foto sotto): uno stadio dev'essere funzionale al suo interno, e ogni elemento strutturale scelto va in quella direzione ma, all'esterno, è fondamentale che sia l'espressione del suo tempo. Così come a Ibrox Park, al Villa Park o ad Highbury, anche qui al West Ham Stadium l'ingresso doveva staccarsi su un piano diverso rispetto al resto dell'edificio.

    Ed ecco che il disegno dello scozzese produce uno splendido portale ad arco, in stile art-deco, con due elementi "a lama" aggettanti dai pilastri laterali, segnati nella parte alta da sei scanalature orizzontali che inquadrano l'elemento di trabeazione dell'ingresso. Qui una cornice racchiude la scritta "West Ham Stadium", in caratteri d'epoca, che sovrasta l'ampio cancello d'entrata, mentre altre due porticine sono inserite alla base dei due pilastri.




    Bisogna considerare che, nel periodo tra le due guerre mondiali, sport quali corse cinofile e motoristiche erano di gran voga in Inghilterra, "importati" dagli Stati Uniti e dall'Australia, e si stava assistendo a un boom edilizio di impianti adatti a ospitare questi eventi. Risulta curioso che Leitch, progettista di punta (quasi unico in attività) nel panorama degli stadi britannici in quel periodo, avesse messo la firma soltanto sull'ovale di West Ham ma, allo stesso tempo, la corsa al costruire era forsennata.

    Gli investitori si moltiplicavano ma non così le fortune di questi luoghi e, con il passare dei decenni, i fallimenti furono più d'uno (solo 1/4 di tutti gli impianti del tempo oggi sono sopravvissuti).

    Lo stesso West Ham Stadium vivrà fortune alterne, soprattutto nel tentativo di aprirsi ad altre discipline. Le corse dei cani attiravano mediamente 30.000 persone (la gara d'esordio, il 4 agosto 1928, addirittura 56.000 spettatori), mentre i motori erano il traino rilevante per l'impianto (addirittura 82.400 persone - dati ufficiosi - per una gara contro l'Australia).

    Alcuni dei più grandi nomi delle motociclette gareggiarono in questo impianto, con squadre storiche come i West Ham Hammers e i Lakeside Hammers. Oggi vengono ricordati dalle nuove vie che corrono tra le case, sul luogo dove sorgeva lo stadio: Atkinson Road, Croombs Road, Young Road, Wilkinson Road, Lawson Close, Hoskins Close.


    Una corsa di motociclette, 1940 - ben visibile la struttura della balconata della tribuna.


    1928, da Britain from Above
    Diverso, e curioso, il discorso del calcio. Il tentativo fu quello di promuovere un nuovo Club, il Thames AFC [1], nonostante la vicinanza con il West Ham FC e il Clapton Orient (quest'ultimo già faticava con gli incassi e il seguito di tifosi). Fondati nel 1928 - in concomitanza con lo stadio - i Dockers riuscirono a raggiungere addirittura la Terza Divisione dell'allora Football League ma l'esperimento fallì e il Club fu dissolto nel 1932.

    Le difficoltà nell'attrarre spettatori allo stadio erano enormi e la squadra detiene ancora il record per l'affluenza minore nella storia della Lega: 460 persone, il 6 dicembre 1930, contro il Luton Town. In uno stadio da 100-120.000 posti! L'unico lampo di calcio di alto livello, probabilmente, sarà nel 1964, quando il West Ham di Bobby Moore e Geoff Hurst verrà al West Ham Stadium per allenarsi in vista della finale di FA Cup contro il Preston North End. L'idea era che le condizioni ambientali potessero abituare i giocatori all'impatto con il vecchio stadio di Wembley. Probabilmente una scelta giusta, dato che gli Hammers vinceranno il trofeo battendo il PNE 3-2.

    Nel 1972 si chiude la storia di questo stadio. L'impianto viene ceduto a imprenditori che lo fanno demolire, per far spazio a nuove case. Nulla si salva, nemmeno il portale d'ingresso art-deco. Restano solo le memorie di uno degli stadi inglesi più importanti per le gare di corsa, tra i tanti fiori all'occhiello dell'edilizia sportiva britannica del periodo a cavallo fra le due guerre mondiali, mentre a Londra gli sopravvive soltanto il Wimbledon Greyhound Stadium dopo che, nel 2008, era stato chiuso l'altro "superstite" cittadino, il Walthamstow Stadium.

    [1] il Thames AFC non va confuso con il Thames Ironworks FC, un Club precedente di una trentina d'anni, che sarebbe poi diventato il West Ham FC.

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    per saperne di più:
    • S. INGLIS, Engineering Archie – Archibald Leitch, football ground designer, English Heritage, 2008, pp. 178-179
    • storia dell'impianto e degli Hammers della motocicletta, in inglese, link

    Il West Ham Stadium da una foto aerea durante i bombardamenti su Londra, 1940.
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