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    Erba artificiale, il dibattito fra tecnologia e tradizione


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    Nello scontro fra tradizione (campi in erba naturale) e tecnologia (erba artificiale) si è inserito di recente il caso svedese, dove i campi in sintetico si stanno diffondendo velocemente, con il risultato che la massima divisione locale è praticamente un campionato giocato su due superfici. Dalle pagine della rivista "When Saturday Comes" arriva un quadro della situazione attuale, mentre in Italia il dibattito iniziale (piuttosto acceso) sembra ora essere stato messo in secondo piano.

    (articolo tradotto dall'originale, per gentile concessione dell'autore, Mikael Engqvist, pubblicato sul n. 345/novembre 2015 di When Saturday Comes)

    L'introduzione esponenziale di terreni di gioco in erba artificiale, in Svezia, sta dividendo i Club in chi vuole mantenere la tradizione e chi, invece, vuole trarre beneficio dalla tecnologia.

    Quando, lo scorso 5 luglio, il BK Hacken - squadra di Göteborg - ha inaugurato il suo nuovo stadio, la Bravida Arena, ha anche segnato un momento di svolta storico. L'Hacken è diventato il nono Club, dei 16 militanti nell'Allsvenskan - la massima divisione svedese -, ad avere un campo da gioco in erba artificiale. Solo 111 gare delle 240 totali di questa stagione vengono giocate su un manto naturale, impensabile fino a dieci anni fa. Circa la stessa proporzione si ritrova in Norvegia, mentre l'erba naturale la fa ancora da padrona in Danimarca, Islanda e Finlandia.

    Il dibattito sull'uso dei terreni artificiali in Svezia è andato avanti per molto tempo ma non era mai salito così alla ribalta. I vantaggi a queste latitudini sono perfino ovvi. L'economia dei Club - per non dire delle comunità collegate a essi - viene rilanciata da minori costi di gestione e aumento del tasso di utilizzo; più squadre possono condividere un solo impianto che, a sua volta, può ospitare molteplici tipologie di evento. Un esempio perfetto è la nuova Tele2 Arena di Stoccolma, casa di Djurgarden e Hammarby, ma anche sede di altri eventi sportivi e concerti. Un ulteriore vantaggio indiscutibile è che la preparazione pre-campionato può spostarsi da terreni di gioco di diverse qualità al tipo specifico di campi che sarà effettivamente ritrovato durante la stagione ufficiale.

    bravida arena goteborg
    Bravida Arena
    I sostenitori dell'erba artificiale puntano, inoltre, sul fatto che questi terreni permettano un gioco più veloce e più tecnico, con un aumento della qualità generale dei campionati e un maggiore livello d'intrattenimento per i tifosi. Nanne Bergstand, allenatore dell'Hammarby, ha portato proprio queste tematiche alla riunione della lega, quattro mesi fa: "I campi artificiali sono la scelta migliore per la Svezia. Il ritmo di gioco è il nostro problema principale ed è ben visibile quando i nostri Club giocano in Europa. Se vogliamo sviluppare un gioco più offensivo palla a terra questo tipo di campi ci darà indubbiamente un vantaggio".

    Ma c'è anche chi non è d'accordo. I dirigenti dell'Helsingborg, uno dei Club che si schierano con la tradizione, l'hanno dimostrato portando sacchi di semi di erba naturale ai delegati di quelle squadre che hanno gi scelto i manti artificiali - uno scherzo che fa ben capire il livello di muro-contro-muro raggiunto. È difficile ignorare del tutto i vantaggi pratici ed economici ma il vero punto della questione, al momento, è quanto influiscano sulle prestazioni delle squadre svedesi nelle coppe europee. Potrebbe esserci il caso di formare giocatori troppo abituati all'erba artificiale che faticano ad adattarsi nei campionati esteri, e quindi a emergere anche nell'ottica della Nazionale. Nel lungo periodo ciò avrebbe un impatto negativo sui bilanci del Club, andando ad annullare del tutto i vantaggi inizialmente ottenuti dai minori costi di gestione.




    Molti dei giocatori migliori del campionato hanno criticato l'erba artificiale, come il capitano dell'IFK Gothenburg, Mattias Bjarsmyr: "I campi artificiali non sono il futuro. Molti Club vogliono fare meglio in campo europeo ma allo stesso tempo celebrano l'utilizzo dell'erba sintetica, è un controsenso". E l'opinione di David Elm, oggi al Kalmar e con un passato al Fulham, se possibile è ancor più decisa. Nella sua rubrica per il quotidiano Barometerm, Elm suggerisce che l'Allsvenskan venga divisa in due leghe separate, in base alla tipologia di erba utilizzata: "Molti di noi, dopo aver giocato alla Tele2 Arena, si sono trovati d'accordo sul fatto che quell'esperienza avesse poco a che fare con il calcio. O, quantomeno, non con il calcio a cui siamo abituati ogni giorno, dove pressing e tackle scivolati sono nella natura del gioco. Nulla di tutto questo avviene su un campo in erba artificiale. A parte qualche duello aereo, il resto è tutto diverso".

    Un sempre crescente numero di persone sta chiedendo alla Lega una presa di posizione decisa. Elena Lovholm, giornalista sportiva sulla tv svedese, ha scritto di recente sul suo blog a proposito delle squadre giovanili che non hanno mai giocato sull'erba naturale: "Cosa succederà quando gli attuali 12-13enni saranno pronti per l'Allsvenskan? I campi artificiali saranno la norma?". Al momento mancano quattro turni alla fine della stagione e cinque squadre sono in corsa per il titolo (*): tre giocano su erba naturale - IFK Gothenburg, AIK e Malmo - e due su terreno sintetico - IFK Norrkoping ed Elfsborg. Analizzando i risultati di queste squadre non si nota uno schema preciso; negli scontri diretti c'è la solita alternanza di vittorie, pareggi o sconfitte. In conclusione, quindi, i Club che giocano su erba naturale sono preparati alle possibili differenze e modificano le loro tattiche e lo stile di gioco in base alla superficie.

    (*) alla data di pubblicazione qui sul sito, il campionato svedese è terminato con la vittoria del Norrkoping, ndt

    (articolo tradotto dall'originale, per gentile concessione dell'autore, Mikael Engqvist, pubblicato sul n. 345/novembre 2015 di When Saturday Comes)


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    E in Italia? Il dibattito su erba naturale/artificiale al momento è stato relativamente messo da parte. Dopo il clamore iniziale nel 2011, quando il Dino Manuzzi di Cesena diventò il primo stadio italiano con campo in erba sintetica, l'ingresso della nuova tecnologia è stato più lento di quanto si pensasse (o si temesse, a seconda dei punti di vista). I campi in sintetico sono ormai la regola nelle scuole calcio di molte città - e qui si potrebbe tornare al quesito della Lovholm, affrontandolo dal lato opposto: per i bambini/ragazzini attuali è davvero "tecnicamente" positivo imparare a giocare a calcio solo sul sintetico (con rimbalzi sempre ottimali e gesti tecnici più semplici da imparare ma meno allenanti per le situazioni peggiori)?

    Ho avuto il piacere di scambiare qualche opinione con un paio di calciatori di Serie A, che mi hanno confermato quanto un campo in erba sintetica tenda effettivamente a modificare il gioco ed eliminare tackle scivolati e contrasti. Per certi aspetti questo deriva da una diversa impostazione tattica delle squadre (lo stesso rimbalzo del pallone è diverso, anche se più "regolare") ma c'è anche una forte componente soggettiva/decisionale, dove banalmente "a entrare in scivolata sull'erba sintetica ci si fa molto più male che sull'erba naturale" - per non parlare di un maggiore rischio di infortuni procurato dalla durezza della superficie.

    Ed ecco perché, a livello professionistico, la nuova strada è la tecnologia ibrida Mixto System: un terreno in erba naturale rinforzato, e favorito nella crescita, da una matrice in erba sintetica. Ha un fondo più protettivo che evita il rischio di strappi o sollevamento di zolle, ha un miglior effetto drenante ed è pvicino alla tradizione dell'erba "vera", quindi, senza creare grosse differenze rispetto a quello 100% naturaleGià installato, tra gli altri, a Sassuolo, San Siro, e di recente al Bernabéu di Madrid, il terreno misto è probabilmente il miglior compromesso fra tradizione e tecnologia posto che, se i professionisti possono adattarsi a situazioni diverse da una domenica all'altra, il problema del tipo di erba resta molto più rilevante nei campi delle scuole calcio, dove c'è il rischio che si crescano nuovi piccoli calciatori abituati a una sola (più "comoda") superficie.

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    • When Saturday Comes, sito ufficiale della rivista (in inglese), link
    • Mixto System, Hybrid Grass Technology, link

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