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    Il "calciomercato" degli stadi: quando i Club hanno una casa temporanea

    arsenal wembley 1999


    I casi più celebri di "groundsharing" nel calcio, quando gli stadi sono diventati casa di altre squadre, per necessità più o meno obbligate, formando un binomio inedito ma storico allo stesso tempo.


    In queste ultime ore di trattative del calciomercato invernale 2016 è curioso ricordare come anche gli stadi di calcio, nel corso degli anni, abbiano partecipato a una sorta di "calciomercato parallelo", fatto di - si direbbe per i calciatori - prestiti e comproprietà temporanee.

    Non è un mistero, d'altronde, che Tottenham e Chelsea, in Inghilterra, stiano pensando all'affitto di Wembley mentre i rispettivi impianti verranno ristrutturati e ampliati. I Blues hanno già presentato un'offerta per ottenere l'utilizzo dello stadio nazionale per quattro anni (a partire dall'inizio del 2017) e potrebbero dover condividere l'impianto con il Tottenham, che avrà bisogno di una sede temporanea per la stagione 2017/2018 (mentre il nuovo White Hart Lane verrà terminato). L'opzione alternativa, per gli Spurs, sarebbe quella di posizionarsi a Milton Keynes, ma la situazione è ancora in divenire.

    Non solo dall'Inghilterra, comunque, arrivano esempi di questo genere. Oltreoceano, con il sistema americano delle franchigie, si è spesso assistito a "relocations" (letteralmente trasferimenti) più o meno temporanee - viene subito in mente la vicenda della franchigia NBA degli Hornets, che fa avanti e indietro tra Charlotte e New Orleans. Ma, restando al calcio, ci sono molte situazioni che vale la pena di ripercorrere. Vediamo qui di seguito alcune fra le più importanti.

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    In Italia l'attualità del campionato ci racconta già vicende di rilievo. Il Carpi, nella sua prima storica stagione in Serie A quest'anno, gioca in affitto al Braglia di Modena. Lo storico Stadio Sandro Cabassi, casa dei biancorossi dal 1928, non era ristrutturabile nei tempi e nei modi adeguati per adeguarsi ai regolamenti della massima serie italiana e ogni due settimane (circa) le partite casalinghe della neopromossa diventano una piccola trasferta di 20 km nell'impianto dei vicini gialloblu.

    Un trasferimento, comunque, piuttosto comodo se paragonato, invece, alla ben nota vicenda del Cagliari, di casa a Trieste per alcune partite di campionato nelle stagioni 2011/12 e 2012/13. Le interminabili vicissitudini del Sant'Elia - e il fallimento dell'esperienza di Is Arenas - avevano portato i rossoblu dalla Sardegna al Friuli, allo Stadio Nereo Rocco. Un impianto, questo, occasionalmente teatro di Milan e Inter ma solo in campo europeo, e per singole partite (causa la squalifica del campo di San Siro).


    roma-napoli stadio flaminio
    Roma-Napoli, 1989 - ph asromaultras.org

    Diverso, e più rilevante, il ricordo del calcio giocato allo Stadio Flaminio (foto sopra). Nella stagione 1989/1990 Roma e Lazio disputarono tutte le gare interne nello storico impianto della capitale (da cui passeranno poi Lodigiani e Cisco Roma, oltre alla Nazionale di rugby in anni recenti): lo Stadio Olimpico, infatti, era in fase di ristrutturazione in vista dei Mondiali '90 - in pratica una ricostruzione, con la sola Tribuna Tevere mantenuta e ampliata e l'installazione della copertura. Una stagione che si rivelerà piuttosto positiva soprattutto per i giallorossi, con il sesto posto finale e la qualificazione in Coppa Uefa.

    Solitamente, infatti, l'urgenza di un trasferimento temporaneo è definita dai lavori in corso nel proprio stadio di casa. È il caso del Lille, in Francia, un Club già piuttosto itinerante nel corso della sua storia. Dopo gli anni allo Stade Henri-Jooris (dalla fondazione, nel 1944, fino al 1974), il Club si sposta allo Stade Grimonprez-Jooris - impianto nel quale gioca per trent'anni, fino al 2004. Nel mentre il Club è stato privatizzato e la volontà di adeguarsi alle normative Uefa non si traduce in una ristrutturazione dell'impianto in uso.

    Serve una soluzione alternativa, con la squadra intanto approdata sui palcoscenici delle competizioni europee, e, mentre si avvia l'iter per la costruzione del nuovo - e attuale - Stade Pierre Mauroy, il Lille gioca allo Stade Lille-Métropole dal 2004 al 2012. Un impianto progettato da Roger Taillibert (stessa firma del Parc des Princes di Parigi) e costruito nel 1976 principalmente per l'atletica.


    rasunda stadion djurgardens


    Le necessità di adeguamento Uefa hanno spesso giocato un ruolo decisivo, come nel caso del Djurgardens che, nel corso degli anni, ha avuto una "seconda casa" parallela al suo stadio principale, l'Olympic Stadium di Stoccolma - e dal 2013 la nuovissima Tele2 Arena.

    Fino all'avvento del nuovo impianto, infatti, il Club svedese ha giocato le partite interne delle coppe europee al Råsunda Stadium (foto sopra): tra le altre il turno preliminare di Champions League contro la Juventus, nel 2004, e l'ottavo di finale di Coppa delle Coppe contro il Valladolid, nel 1989. Stadio nazionale dal 1937, l'impianto è stato uno dei luoghi storici del calcio europeo e ospitò anche la finale dei Mondiali del 1958, che presentò al mondo Pelè, autore di una doppietta.

    In Inghilterra, infine, alcuni dei casi più celebri e rilevanti dal punto di vista storico. Impossibile non ricordarsi le due stagioni dell'Arsenal a Wembley (solo per le partite di Champions League), tra il 1998 e il 2000: un esperimento voluta dalla dirigenza di allora per "dimostrare" ai proprio azionisti e alle banche coinvolte di essere un Club in grado di attrarre 50-60.000 persone allo stadio.

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    Highbury aveva una capienza di circa 38.000 posti e l'Arsenal - in particolare David Dein, l'allora vice-presidente - voleva acquistare lo stadio nazionale per farne la propria nuova casa. In realtà l'esperimento venne abbandonato e, allo stesso tempo, Wembley venne chiuso (2001) e successivamente demolito per far posto al nuovo stadio. L'Arsenal ripiegò quindi sul progetto dell'Emirates Stadium, restando nel suo quartiere.


    arsenal wembley 1999
    Arsenal-AIK Solna, 1999 - ph arsenal.com

    Scendendo sulla costa sud troviamo il Brighton che, dalla metà degli anni '90, ha utilizzato ben due stadi "temporanei" prima di risistemarsi a casa. Dopo ben 95 anni al Goldstone Ground (1902-1997), il Club - in grosse difficoltà finanziarie - fu costretto a vendere lo stadio a investitori immobiliari, senza avere però un piano di riserva o un'altra sede in mente. Nei due anni successivi la squadra giocò in affitto al Pristfield Stadium, stadio del Gillingham (a 120 km di distanza), per poi tornare in città, al Whitdean Stadium (foto a fondo articolo). Qui restò fino al 2011, in un impianto dedicato all'atletica (costruito nel 1936) sull'area che dal 1920 era occupata dallo zoo.

    Chiudiamo con uno stadio "conteso" da più squadre, negli ultimi 30 anni. Il Selhurst Park, di Londra, casa del Crystal Palace, ha avuto un paio di affittuari piuttosto "ingombranti", se si pensa che erano due squadre rivali delle Eagles. Primo in ordine di tempo a bussare dalle parti di Croydon era stato il Charlton, nel 1985. Lo stadio degli Addicks era in una fase di degrado strutturale piuttosto evidente a inizio anni '80, tanto che la tribuna est era stat addirittura chiusa per sicurezza dopo l'incendio allo stadio del Bradford, l'11 maggio 1985. La dirigenza del Club aveva quindi deciso per lo spostamento, in affitto a Selhurst Park, dove il Charlton resterà fino alla stagione 1990/91.

    Se il cosiddetto groundsharing è piuttosto normale alle nostre latitudini, per il calcio inglese era la prima volta nella storia. Memorabile il servizio della BBC dell'11 gennaio 1986, che raccontava le ore precedenti alla partita Crystal Palace-Charlton (qui il video, in inglese): entrambe le squadre erano "padrone di casa" in uno scontro diretto. I giocatori del Charlton non poterono accedere al parcheggio interno e utilizzarono quello di un supermercato adiacente, oltre a essere "trasferiti" nello spogliatoio della squadra ospite. Gli uffici direttivi dei due Club vennero invertiti e il gestore del campo si affrettò a sostituire le bandierine dei corner con quelle dei colori del Palace. Il tutto senza citare lo spostamento dei tifosi nella curva opposta solo per quella partita.

    Qui sotto il video del servizio della BBC (con una prima parte con la reazione dei tifosi all'annuncio del trasferimento, a inizio stagione).




    Nel 1991 ci sarà l'avvicendamento con un nuovo "co-inquilino", il Wimbledon (foto a fondo articolo). La storica (e originale) squadra dei Dons aveva un problema simile al Charlton: il vecchio Plough Lane non era ristrutturabile per andare incontro alle nuove e ferree direttive della Federazione (post Hillsborough e Rapporto Taylor). Il Charlton, quindi, migrava per due stagioni al Boleyn Ground - casa del West Ham - per poi tornare al Valley nel dicembre 1992, mentre il Wimbledon "metteva le tende" nel salotto del Palace fino al 2003, quando sarebbe arrivato il momento decisivo nella storia del Club.

    La dirigenza dei Dons, infatti, decide di spostare il Club a Milton Keynes, una cittadina nata negli anni '60 a nord-ovest di Londra. La rivolta dei tifosi è veemente e si concretizza nella fondazione dell'AFC Wimbledon, depositario della vera identità del Club. Il vecchio Wimbledon, ormai snaturato, viene rinominato MK Dons e prende una nuova strada, mentre l'AFC Wimbledon si ricolloca a Kingsmeadow, circa 9km a ovest del vecchio Plough Lane.

    Ci sarebbero molte altre situazioni di trasferimenti temporanei più o meno duraturi, e circostanze in cui la squadra piccola gioca in affitto in un impianto locale più grande, per ragioni di sicurezza e opportunità (l'AlbinoLeffe nello stadio dell'Atalanta, o il Coventry per un anno a Northampton). Qui ho elencato quelle più importanti, tra cui alcune che hanno avuto un impatto sui Club stessi o sulle vicende di certi impianti. Se avete altri aneddoti o esempi simili, scriveteli nei commenti qui sotto o sulle pagine social del sito.


    (nel mentre, il Crystal Palace è tornato a essere unico inquilino del suo stesso stadio)


    ➙ leggi anche: "Quasi Amici", quando Arsenal e Tottenham si scambiarono lo stadiolink


    wimbledon selhurst park 1993
    Wimbledon-Everton, 1993. La più bassa affluenza di pubblico mai registrata in Premier League, 3.039 spettatori - ph liverpoolecho.co.uk


    brighton whitdean stadium



    brighton whitdean stadium
    Brighton-Huddersfield, 2011 - ph 100groundsclub.blogspot.it


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