Torino, il nuovo futuro del Motovelodromo

motovelodromo torino


La storia del Motovelodromo di Torino è quasi centenaria, ma da alcuni anni, ormai, è anche diventata "problematica" per la città e per l'edificio stesso. Dopo utilizzi più o meno saltuari e voci di ogni tipo su ridestinazioni d'uso improbabili, la municipalità - grazie all'impegno diretto della Circoscrizione 7 e degli appassionati - ha forse fatto il passo decisivo verso il recupero della struttura.

Nella mattinata di sabato, 13 febbraio, si è svolto un "Open Day" all'interno dell'impianto, al quale hanno presenziato il sindaco di Torino, Piero Fassino, il presidente della Circ. 7, Emanuele Durante, e l'assessore Gianguido Passoni, per presentare le prime idee di riutilizzo e il "piano d'azione" in programma per i prossimi mesi.

Il Motovelodromo, intitolato a Fausto Coppi nel 1990, non a caso è vincolato dalla Soprintendenza dal 1994. Impianto sportivo storico della città, era stato inaugurato nel maggio del 1920, su progetto dell'architetto Eugenio Ballatore di Rosana - di cui si ricordano altri due edifici sportivi fondamentali per la città: lo Stadium, del 1911, uno degli impianti più incredibili del primo Novecento (poi demolito prima della Seconda Guerra Mondiale), e lo Stadio Filadelfia, 1926, realizzato insieme all'ingegnere Miro Gamba, con il quale il Motovelodromo ha in comune lo stile a vista delle strutture in cemento armato e delle gradinate (sul fronte dei progetti residenziali, da segnalare le Torri Rivella, una coppia di edifici di stile tardo-eclettico, 1929, su Corso Regina Margherita, all'imbocco di Corso Regio Parco).


motovelodromo torino


In stile eclettico semplificato, il Motovelodromo è ancora oggi pienamente apprezzabile nell'idea di progetto iniziale. Nonostante la mancanza degli elementi in legno delle tribune originali, la struttura principale in cemento armato è tutt'oggi presente e totalmente leggibile da un punto di vista architettonico. La regolarità della gradinata curvilinea, che insiste sui locali di servizio sottostanti, rimanda ai classici stadi olimpici degli anni '30, mentre le due tribune laterali - ormai presenti solo nel loro scheletro di base - riportano alla semplicità e alla funzionalità estetica degli stadi di calcio dell'epoca (v. foto sotto).

Il problema della manutenzione, e dello scarso utilizzo, ha condannato la struttura negli ultimi 20-30 anni. Il calo d'interesse per il ciclismo su pista è stato il primo colpo negativo all'utilizzo dell'impianto, dove in passato anche rugby e calcio avevano avuto un ruolo da protagonisti (il Toro giocò qui il campionato 1925/26). L'inagibilità delle tribune ha poi definitivamente "azzoppato" qualunque idea di recupero, vista soprattutto la mole di lavoro necessario a rimettere completamente in funzione un tale edificio, sul piano strutturale. Inoltre, come spesso capita per i velodromi e gli impianti simili (v. il Vigorelli di Milano, o la storia del West Ham Stadium di Londra, di cui ho scritto qui), la presenza obbligata del campo di gioco all'interno dell'ovale è, allo stesso tempo, un pregio ma anche un "peso".


motovelodromo torino struttura



motovelodromo torino struttura


Negli ultimi anni il Motovelodromo è stato utilizzato come sede di mercato temporaneo all'aperto e attività affini "non sportive". Anche perché le strutture non si possono toccare - ancorché vincolate - ma lo spazio interno può comunque servire. La gestione recente dell'associazione di volontari della Protezione Civile "Radio Soccorso" - ai quali va un grande plauso per l'impegno e la dedizione - ha permesso di mantenere la struttura e gli spazi verdi in condizioni quantomeno presentabili, e ora anche il Comune di Torino è pronto a fare la sua parte, dopo la mobilitazione delle associazioni (v. nei link a fondo articolo) e della Circoscrizione 7.

Il piano d'intervento prevede una graduale riapertura dell'impianto, per l'utilizzo del terreno di gioco. Di sicuro "non subentrerà un centro commerciale" (come ha ribadito l'assessore Passoni), ma il primo obiettivo sarà ora l'amministrazione condivisa. Cittadinanza attiva, con idee concrete, che si proponga in prima persona per l'utilizzo cadenzato dell'impianto, ragionando sempre su situazioni - principalmente di attività sportiva - che non debbano richiedere il coinvolgimento di tutte le misure di sicurezza proprie degli eventi ufficiali (e si pensa anche a ripetere altre giornate di "Open Day" per tornare a far conoscere la struttura alla cittadinanza). Un primo bando per queste attività "provvisorie" verrà pubblicato in settimana e ci sono già proposte per allenamenti di rugby e attività di duathlon.

Il tutto con l'arrivo della bella stagione (il ripristino dell'impianto di illuminazione, per ora, è un argomento fuori discussione), per condurre il Motovelodromo verso l'autunno prossimo, quando verrà pubblicato il vero e proprio bando di riqualificazione.

*
per saperne di più:

  • "Pezzi di Motovelodromo", pagina facebook dell'associazione dedicata al recupero dell'impianto, link

motovelodromo torino


motovelodromo torino struttura


motovelodromo torino architetturamotovelodromo torino gradinata

*
Condividi questo articolo sui social usando i bottoni laterali, iscriviti al blog per ricevere ogni aggiornamento e commenta con le tue opinioni, critiche o consigli. Per scrivermi via email o seguirmi sui profili social, fare riferimento alla pagina "Contatti".

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il nome dell'autore e del blog, e il link all’articolo originale.

Commenti