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    Dal 2016 al 1960: un salto nel passato con gli stadi degli Europei

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    Per lo "Speciale Archistadia - EURO 2016", con la guida completa agli stadi del torneo, oggi facciamo qualcosa che è più un gioco che un'analisi vera e propria. La Francia si appresta a ospitare il terzo Europeo della sua storia, dopo le edizioni del 1960 e del 1984, ed è proprio sulla prima di queste che andiamo a rivolgere l'attenzione.

    L'edizione del 1960 fu la prima assoluta per il torneo continentale e si svolse in una versione molto diversa da quella che conosciamo oggi. Turni preliminari a eliminazione diretta con gare di andata e ritorno, fino a semifinali e finale, giocate invece in gara unica negli stadi di una delle quattro Nazioni superstiti nel torneo. Tra Russia, Jugoslavia, Cecoslovacchia e Francia venne scelta quest'ultima che, quindi, resta negli annali come "paese ospitante", anche se un po' sui generis.

    Quattro partite (due semifinali, una finale 3°/4° posto e la finalissima), due città (Parigi e Marsiglia), due stadi (il Parco dei Principi e il Vélodrome). Non granché, rispetto alle nove città e ai dieci stadi che ci aspettano in estate. Per questo, quindi, vogliamo fare un gioco grafico tra presente e passato. Partendo da un classico modello delle figurine, opportunamente rielaborato, e considerando la realtà storica degli impianti francesi negli anni '50-'60, la domanda è: dove si sarebbe giocato l'Europeo 1960, se avesse avuto a disposizione gli stadi di Euro 2016?

    Un ideale viaggio da "ritorno al futuro", che vi presenterà com'erano gli impianti di Marsiglia e Parigi e dove giocavano Lens e Lille, o ancora gli storici stadi di Bordeaux, Lione e Nizza oggi messi da parte per nuovi impianti appena inaugurati. E quale stadio si sarebbe potuto scegliere al posto del moderno Stade de France di Saint-Denis (inaugurato soltanto nel 1998)? Fate un tuffo nella storia degli stadi francesi e scopritelo in questa fotogallery!

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    Seguendo un rigoroso ordine alfabetico cominciamo dallo Stade Chaban-Delmas di Bordeaux, o meglio, Stade du Parc Lescure, nome che porterà fino al 2001. Nel 1960 lo storico impianto di Bordeaux era ancora nella sua versione originale (datata 1938), un anello derivante dalla prima destinazione dello stadio a motovelodromo (1930). Della stessa epoca lo Stade Bollaert-Delelis di Lens, costruito nel 1934 e giunto agli anni '70 quasi senza modifiche. Anche in questo caso la pianta di base era ovale e lo stadio consisteva in una sola tribuna coperta, con uno stile ancora influenzato dall'art-deco, e semplici gradinate sul pendìo di terreno attorno al resto del perimetro.

    Lione e Lille, nel 1960, si sarebbero presentati con una struttura più consistente, invece, e più vicina alla situazione di Bordeaux che a quella di Lens. Per la città al di là delle Alpi lo stadio sarebbe stata la Gerland, inaugurato nel 1926 e ristrutturato la prima volta proprio negli anni '60. L'Olympique Lione, infatti, si era spostato in questo impianto solo nel secondo dopoguerra ed erano in atto le prime modifiche per migliorare la struttura e portarla a un uso più "calcistico", staccandosi dalla destinazione multi-sport prevista in origine. Peraltro la Gerland è oggi un edificio vincolato dal punto di vista storico-architettonico ed è, quindi, una tappa fondamentale se si passa dalla città di Lione.

    Diverso il discorso per il Lille, Club fondato nel 1944, il cui stadio (all'epoca della prima edizione degli Europei) si perde nelle cronache della storia. L'impianto di casa de Les Dogues, negli anni '60, era infatti lo Stade Henri-Jooris, struttura dal richiamo tardo-ottocentesco, inaugurato addirittura nel 1902. Sede di una partita dei Mondiali 1938 e campo di casa della squadra "antenata" del Lille, l'Olympique Lillois, sarà demolito nel 1975.

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    Spostandoci per un momento sulla Riviera, Marsiglia è una delle poche città che può dire di aver ospitato entrambe le edizioni degli Europei nello stesso stadio (a cui bisogna aggiungere, il Mondiale 1938, l'Europeo 1984 e il Mondiale 1998). In pratica, la storia del calcio del nostro continente è sempre passata dal Vélodrome. Negli anni '60, però, i tifosi trovarono la prima versione dell'impianto (come vi racconto qui, nell'articolo di approfondimento), quella originale dall'inaugurazione del '37. Così come stadio storico era quello di Nizza, oggi abbandonato in luogo del nuovo Allianz Riviera, con una struttura figlia degli anni '20, rinnovata in parte nel secondo dopoguerra (e ancora, successivamente, tra gli anni '80 e il 2004). Lo Stade du Ray, tutt'oggi ancora visibile e visitabile, era una struttura semplice ma con dettagli preziosi, come i portici ad arcate sotto le gradinate e la copertura della tribuna principale che anticipava le esperienze architettoniche degli anni '30.

    A Parigi, invece, se da un lato il Parc des Princes del 1960 non era solo la vecchia versione dell'attuale, ma proprio lo stadio precedente (il vecchio velodromo inaugurato nel 1897 che aveva visto la genesi del Tour de France e gli esordi calcistici del Racing Club), l'attuale designazione dello Stade de France non ha un antenato riconoscibile all'epoca di Euro1960. È facile, quindi, prevedere che gli organizzatori avrebbero senz'altro optato per l'inclusione dello Stade de Colombes (o Stade Olympique Yves-du-Manoir), a tutti gli effetti lo stadio nazionale dell'epoca per i francesi, impianto principale delle Olimpiadi del 1924 e oggi ancora in uso (nonostante sia rimasta solo la tribuna principale e parte dell'ovale ciclistico).

    Chiudono il viaggio Saint-Etienne e Tolosa, entrambe con uno stadio già presente all'epoca della prima edizione degli Europei, nel 1960. Il Geoffroy-Guichard di St-Etienne era molto diverso da oggi, ancora con l'impianto ovale derivante dalla presenza della pista d'atletica (rimossa nel 1956), mentre lo Stadium Municipal di Tolosa (inaugurato in tempo per i Mondiali del 1938) era stato da poco ristrutturato e ampliato e continuava a essere una struttura multi-sport, anche se utilizzata principalmente per il rugby, con il Toulouse FC di calcio che verrà fondato soltanto nel 1970.

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    Le figurine pubblicate in questo articolo sono di natura inventata per simulare l'effetto storico che avrebbero potuto avere, in un'ideale contatto fra la realtà degli stadi francesi nel 1960 e l'Europeo 2016 della prossima estate. Non sono in alcun modo imitazioni atte a sfruttare l'immagine delle vere figurine, di cui richiamano solo lo schema compositivo. Ogni "figu" in questo articolo è una creazione originale © Antonio Cunazza/Archistadia.



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