Erba sintetica al Partenio di Avellino: le prospettive di questa soluzione

stadio partenio avellino


Il nuovo terreno di gioco del Partenio di Avellino (in fase di posa in questi giorni) si inserisce nella lista dei campi in erba sintetica installati nelle ultime stagioni da diversi Club italiani. Qualche mese fa avevo già scritto a proposito dei terreni artificiali nel calcio professionistico, riprendendo il caso della massima divisione svedese e il dibattito conseguente, ampliato anche all'impatto sulle scuole calcio.


Una tipologia, peraltro, in continua evoluzione soprattutto per quanto riguarda la qualità dei materiali e che deriva dal cambio di rotta avvenuto circa una quindicina di anni fa. Intorno al 2008, infatti, l'introduzione dell'intaso organico di sottofondo aveva delineato il nuovo corso di questo tipo di terreni, aprendo di fatto le porte al sintetico per le squadre professionistiche.

Messo da parte il sottofondo in gomma (purtroppo ancora attuale per chi bazzica i campetti dei tornei amatoriali) l'evoluzione dei materiali e delle tecniche produttive - in particolare con un miglioramento della qualità del filato - ha permesso di produrre campi il più possibile rispondenti alle esigenze di gioco del calcio ad alti livelli, riducendo costantemente il gap con l'erba naturale.

Dal terreno di gioco del Silvio Piola di Novara (installato nel 2010) a quello del Partenio oggi, che potremmo definire "parenti stretti" dal punto di vista tecnico, si è poi assistito a cambiamenti più specifici e puntuali, perlopiù relativi all'ottimizzazione continua del processo industriale. Dal canto loro FIGC e LND, con il Regolamento "Professional" aggiornato a fine 2013 (consultabile qui), hanno messo alcuni paletti sulla qualità del sottofondo e del filato, andando a uniformarsi alle direttive FIFA per i campi cosiddetti "2 Stelle".

Modifiche e annotazioni importanti, derivanti da studi e test sul campo, che hanno permesso di arrivare a oggi con campi in sintetico che consentono ai calciatori il gesto atletico e tecnico nella più totale naturalezza - nel 2008, un'altra direttiva della Federazione aveva introdotto anche il drenaggio orizzontale, altra decisione importante per migliorare la costruzione di questi campi.

L'azienda Italgreen, da anni leader nel settore, si sta occupando dell'installazione del nuovo terreno di gioco di Avellino (a lavori ultimati sarà lo stadio più grande, in Italia, con erba sintetica) e aveva, allo stesso modo, "battezzato" l'introduzione di questa tecnologia fra i professionisti, con il Piola di Novara nel 2010.

juventus vinovo
Il centro d'allenamento della Juventus, a Vinovo, ph Italgreen
Da allora, negli ultimi 10-12 anni, "sempre più Club italiani e internazionali si stanno affidando a questa soluzione, in particolare per i loro centri d'allenamento" mi conferma il dott. Luca Lanzone, responsabile commerciale Italgreen. "Solo di recente abbiamo installato campi in sintetico per la Juventus, nel loro centro d'allenamento di Vinovo, e abbiamo operato anche in Brasile, all'Arena da Baixada" (oggi primo impianto professionistico in erba sintetica in Sud America, per il quale si richiedeva un intervento in sostituzione del manto naturale utilizzato durante i Mondiali 2014, ndr).

Erba sintetica che diventa una scelta sempre più diffusa anche all'estero "a prescindere dalle condizioni meteo del luogo, che non ne modificano minimamente le necessità produttive e d'installazione". Lo dimostrano gli interventi, tra gli altri, nel centro d'allenamento del Manchester City, in Portogallo (stadio del Boavista), Francia (centro allenamento Grenoble), Spagna (centro allenamento Athletic Bilbao) e Russia. "Anche in Italia diversi Club si stanno affidando a questa soluzione anche se, più in generale, a livello delle varie nazioni si tende ad andare a cicli, come la Spagna che negli anni scorsi aveva avuto un boom di installazioni oggi ormai quasi esauritosi".

Nello specifico, al Partenio sarà installato un terreno con intaso organico "Geofill N" e sistema filato "Double 4", le cui specifiche sono evidenziate negli schemi qui sotto (fonte sito web Italgreen).





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