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    Rugby, Mondiali 2023: gli stadi per la candidatura dell'Italia

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    Archiviata da appena un anno l'edizione 2015, il rugby mondiale guarda già alle prossime tappe: già assegnata l'organizzazione dell'evento per il 2019, si parte ora con il processo delle candidature per ospitare la Coppa del Mondo 2023.
    L'Italia è in prima fila nel tentare di aggiudicarsi quella che sarà la decima edizione del torneo iridato. Gli altri paesi in corsa sono: la Francia (che ha già ospitato la rassegna nel 2007), il Sudafrica (paese ospitante nella storica edizione del 1995) e l'Irlanda (che si presenta "unita" - così come sul campo - già coinvolta nell'organizzazione del torneo nel 1991, insieme alle altre nazioni della Gran Bretagna e agli stessi francesi).

    Scopriamo, quindi, i primi dettagli della candidatura italiana, con l'elenco degli stadi già identificati per la proposta.

    Saranno 48 le partite in programma nel Mondiale 2023, un'edizione che segnerà anche il 200esimo anniversario dall'invenzione di questo sport da parte di William Webb Ellis.

    La Federazione Italiana di Rugby ha già presentato l'elenco degli stadi per la candidatura, come segue:
    • Bari, Stadio San Nicola (capienza 58.248)
    • Bologna, Stadio Renato Dall'Ara (38.279)
    • Firenze, Stadio Artemio Franchi (47.290)
    • Genova, Stadio Luigi Ferraris (36.599)
    • Milano, Stadio Giuseppe Meazza (81.277)
    • Napoli, Stadio San Paolo (60.240)
    • Padova, Stadio Euganeo (32.420)
    • Palermo, Stadio Renzo Barbera (37.619)
    • Roma, Stadio Olimpico (72.698)
    • Roma, Stadio Flaminio (30.000 circa)
    • Torino, Stadio Olimpico - Grande Torino (27.958)
    • Udine, Stadio Friuli (25.144)

    Roma è l'unica città in lista con due stadi, ma la presenza del Flaminio fa ragionevolmente pensare che - insieme alla candidatura - ci debbano essere gioco forza dei progetti importanti di recupero della struttura (attualmente in stato di semi-abbandono, vedi qui).

    Anche lo stesso inserimento di impianti come Padova, Bari e Napoli (che allo stato attuale hanno problemi o carenze piuttosto evidenti) fa prevedere interventi più o meno puntuali che andranno pianificati insieme alle autorità competenti e ai club di calcio che utilizzano i rispettivi stadi.

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    Lo Stadio Olimpico durante il 6Nazioni di rugby 2013, ph Daniele Resini/fotosportit
    Come ha ufficializzato la Federazione Internazionale in queste ore, tutti e quattro i Paesi candidati hanno fornito la documentazione necessaria entro la scadenza dell'1 settembre, comprensiva di risposte dettagliate in merito ai criteri principali per la selezione della candidatura:
    • stadi e infrastrutture adeguati a ospitare eventi internazionali di massimo livello,
    • garanzie pubbliche e private,
    • piano organizzativo per un evento commercialmente di successo, basato su un solido modello finanziario,
    • garanzie operative derivanti da un team organizzativo integrato ed esperto,
    • visione in grado di ispirare e coinvolgere il pubblico locale ed internazionale, contribuendo alla crescita del rugby a ogni livello,
    • panorama politico e finanziario stabile che rifletta le differenze degli stakeholders internazionali della Rugby World Cup,
    • ambiente e clima adeguati a una manifestazione di prima fascia, in un contesto geografico che favorisca gli spostamenti dei tifosi.
    Questi documenti andranno ora al vaglio del comitato World Rugby Technical Review Group, che valuterà quali candidature potranno passare alla seconda fase del processo di selezione, al via il prossimo 1 novembre 2016.

    L'annuncio ufficiale del paese ospitante è previsto per il novembre 2017.

    -> clicca qui per gli stadi e il video promozionale della candidatura dell'Irlanda

    ***

    AGGIORNAMENTO 28 SETTEMBRE 2016: l'Italia si ritira dalla corsa per ospitare i Mondiali di rugby 2023. Alfredo Gavazzi (FIR): "La nostra candidatura era strettamente connessa a quella per le Olimpiadi di Roma2024. Restiamo assolutamente convinti della bontà della nostra proposta e dei benefici che il rugby italiano avrebbe potuto trarne ma, allo stato attuale, non abbiamo più le condizioni necessarie per portare avanti la candidatura".

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