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    West Ham, London Stadium: in bilico tra critiche e futuro


    "Se l’addio ad Upton Park ha strappato qualche lacrima, l’arrivo al London Stadium ha strappato qualche schiaffo". Molte polemiche - di natura diversa - si sono susseguite finora, dall'annuncio del trasferimento fino alla realtà dei fatti e alle prime partite in casa giocate dal West Ham quest'anno. Ma ultimamente le critiche stanno aumentando, soprattutto per situazioni legate alla gestione dei tifosi e all'organizzazione dello stadio.

    Stefano Faccendini, scrittore e fine conoscitore delle dinamiche del calcio inglese, ne ha parlato con Mark, un tifoso 42enne degli Hammers, che si è abbonato con suo figlio per la stagione 2016/2017 nel nuovo impianto. Riporto qui di seguito alcuni brani fondamentali grazie alla disponibilità di Stefano.

    ***

    La mia prima partita del West Ham? È stata l’ultima della stagione 1985/86, in cui arrivammo terzi, ma non cominciai ad andare regolarmente fino ad un paio di anni più tardi. In tutto sarò stato abbonato a Upton Park per una quindicina d’anni, visto che al principio semplicemente pagavo due sterline ai cancelli per entrare, e che durante l’università vivevo fuori.

    Quando fu annunciato che ci saremmo trasferiti in un nuovo stadio la reazione è stata mista: era nell’aria, le ragioni per uno spostamento erano sotto gli occhi di tutti. Upton Park era vecchio, scomodo e soprattutto era in una brutta zona. Difficile da raggiungere, un incubo per ritornare a casa il giorno della partita, con pericolo di brutti incontri al buio lungo Green Street. Insomma, anche se casa, quando ci fu presentata la prospettiva di traslocare in un impianto nuovo di zecca la maggior parte fu a favore, e nel momento in cui il Tottenham cercò di accaparrarsi l'Olympic Stadium anche chi era indeciso si schierò a favore. Se quello stadio toccava a qualcuno non era certo agli Spurs ma a noi.

    Il Boleyn Ground non si poteva espandere e, anche se qualche piano fu considerato, nel momento in cui ci fu questa alternativa nessun'altra opzione sembrò più contare. Non era solo lo stadio da ristrutturare ad Upton Park ma tutta l’area, stazione metro compresa. Se il giocare in uno stadio più grande aumenta le aspettative? Nessuno si è illuso che con questo trasferimento diventeremo un club più grande o più importante. Semplicemente si sono guardati i fatti credo.

    Anche i tifosi ospiti hanno criticato l'atmosfera del London Stadium, in questo avvio di stagione

    [...] Com'è il nuovo stadio? La mia prima esperienza è stata molto positiva. In uno dei preliminari di Europa League, una bella serata estiva, stadio pieno, senza ansia da risultato e tutti sembravano di ottimo umore.
    "I problemi sono cominciati per le persone che vogliono seguire la partita in piedi, per i posti a visibilità limitata e per l'assenza di separazione dai tifosi avversari"

    Poi sono cominciati i problemi con le persone che vogliono seguire la partita in piedi, con i posti con visibilità limitata e con l’assenza di separazione tra tifosi delle due squadre, questione non affrontata fino alla prima gara di campionato.

    Si poteva prevedere? Certo che si poteva prevedere. Anche nell’epoca degli stadi tutti a sedere, ad Upton park c’erano delle sezioni dello stadio in cui la gente stava in piedi durante la partita, si sapeva e si tollerava. Il Bobby Moore Stand e l’angolo tra il Main Stand e il Bobby Moore Stand, conosciuto come Chav Corner, e la parte sotto del Sir Trevor Brooking Stand, erano di fatto dei settori in cui i tifosi stavano in piedi.

    Quando la campagna abbonamenti nel nuovo stadio fu annunciata la società varò questa iniziativa in cui ogni abbonato ad Upton Park poteva rinnovare e poteva portare due amici, o figli o chi voleva. [...] So anche di persone che sono state convinte a cambiare posto dal dipartimento commerciale del Club che deve vendere abbonamenti e ha offerto pacchetti più cari in posti migliori. [...] Quindi, ora, tutte quelle persone che guardavano la gara insieme e in piedi invece di essere concentrate nello stesso settore sono disseminate nello stadio.
    "Non era stata prevista una Family Area ma hanno cercato di inserirla per forza perché il regolamento in Premier League lo prevede e perché comunque il West Ham ha venduto 10mila abbonamenti under 16, diecimila!"

    [...] La verità è che qui, come in tutto il resto degli stadi, si dovrebbero inserire delle standing area. È molto più pericoloso stare in piedi sui seggiolini, come avviene oggi, che nelle standing area. Saranno 20 anni che non mi siedo ad una partita in trasferta perché tutti la seguono in piedi. Non capisco perché non si accetti l’evidenza.

    Il ruolo della polizia nei recenti incidenti e nel futuro? Situazione delicata, i proprietari del club e quelli dello stadio si rimbalzano le responsabilità, come accaduto dopo gli incidenti con il Watford. Ci saranno state sette persone a separare le due tifoserie, troppo poche.

    [...] Il problema principale è che c’è bisogno di steward esperti: alla fine dello scorso campionato agli steward che avevano lavorato ad Upton Park per 30 anni fu detto di presentare domanda di lavoro alla nuova compagnia, che avrebbe curato la sicurezza nel nuovo impianto. Alcuni lo hanno fatto ma molti hanno deciso di lasciare, ovviamente. Il problema è che questa nuova compagnia è abituata a sorvegliare concerti o altri sport, le Olimpiadi, tutti eventi molto diversi da una partita di calcio con tifosi molto diversi dai tifosi di calcio. [...] Nella prima partita contro il Bournemouth non c’era nessun tipo di divisione, come nelle partite di Non League, e alla fine della gara ti potevi fare il giro dello stadio all’interno e addirittura mischiarti con i tifosi ospiti.
    "Se la gente è stufa di tutto questo 'London Stadium', 'London club' ecc? Sì, un po'. Sono le persone dietro il marketing della West Ham che spingono per questa specie di nuova identità."

    Quello che doveva essere un primo anello "mobile" è invece diventato un settore temporaneo aggiuntivo.

    [...] Le polemiche sullo stadio, che in teoria ci è stato regalato e che è stato costruito con il denaro dei contribuenti, per me non hanno senso. A mio avviso c’erano tre opzioni:
    • darlo al Tottenham - gli Spurs lo avrebbero buttato giù e avrebbero ricostruito un impianto solo per il calcio (e dato probabilmente fondi per ricostruire il Crystal Palace Athletic Stadium) ma la cosa non era vista bene perchè non si voleva distruggere il simbolo di Londra2012 che è stato un successo nazionale,
    • ridurre la capacitá a 25 mila posti e destinarlo alll’atletica ma sarebbe stato usato poche volte l’anno e avrebbero fatto fatica a mantenerlo,
    • darlo al Leyton Orient che quando va bene arriva a 5mila tifosi.

    Alla fine noi eravamo la sola soluzione possibile, ci dovrebbero ringraziare non criticare. E non è il nostro stadio. [...] quando fu offerto al West Ham il club rispose "ok" ma bisognava fare molto per renderlo adatto al calcio. Noi provammo a comprarlo ma ci bloccarono, si dice in seguito alle proteste del Tottenham, e quindi finimmo per contribuire in minima parte a queste spese di ristrutturazione. L’accordo finale, molto buono per noi, ci vede pagare una cifra intorno ai due milioni per affittarlo, di fatto, una trentina di giorni l’anno per i prossimi 99 anni. Quindi chi lo possiede, nel resto dei giorni ci può fare quello che vuole, non è il nostro impianto anche se è brandizzato, bene, con i nostri colori.”

    (di Stefano Faccendini, leggi l'articolo completo sul blog "Quando gli scarpini erano neri")

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