Dal 1891 al 2016, viaggio tra gli stadi di Cleveland (prima parte)


52 anni di attesa. 147 stagioni sportive, combinando tutte le squadre professionistiche locali. Tanto ha dovuto aspettare la città di Cleveland, Ohio, per vedere una delle sue franchigie vincere un titolo sportivo americano, dopo quello del 1964 targato Cleveland Browns. Celebriamo l'impresa dei Cavs di LeBron James e Kyrie Irving come una vittoria per tutta la città dell'Ohio, e iniziamo la prima parte di un viaggio nella storia alla scoperta degli stadi e delle arene di Cleveland.

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I CLEVELAND BROWNS, AGLI ALBORI DELLA NFL - Cominciamo da chi ha dato inconsapevolmente il via a quella che, fino a pochi mesi fa, era una vera e propria "maledizione": i Browns del football americano. La franchigia NFL ha avuto due stadi, il Cleveland Municipal Stadium e l'attuale, il FirstEnergy Stadium. Qui, peraltro, la storia si incrocia subito fra il team NFL e gli Indians del baseball, visto che il Municipal Stadium è stato condiviso per decenni da entrambe le squadre.

Inaugurato nel 1931 (quando i Browns, fondati nel 1945, ancora non esistevano), il Municipal fu considerato a pieno titolo come uno dei primi stadi multi-sport degli Stati Uniti, concepito sia per il baseball che per il football americano.



Nel complesso era una struttura a pianta circolare, impostata idealmente sul "diamante" del campo da baseball: aveva, infatti, una copertura totale su tutte le gradinate tranne che sullo spicchio frontale al battitore.

L'anello di gradinata, su due livelli, era una classica balconata dal profilo "all'inglese" con alcuni particolari di ispirazione edoardiana, in particolare nei sostegni della copertura e nelle pareti laterali. Esternamente, invece, l'eleganza e la regolarità degli elementi di facciata e delle aperture in stile art-deco davano un senso di simmetria e slancio a tutto il complesso (in particolare nei quattro blocchi aggettanti, due per lato, in corrispondenza degli ingressi allo stadio, v. foto sopra).

Poteva ospitare poco più di 80.000 persone - scese poi a 74-78.000 negli anni recenti, con le ristrutturazioni e le nuove normative.

scorri a fondo articolo per altre foto di questi impianti

Il Municipal Stadium chiude nel 1995 e viene demolito l'anno dopo, per far posto al nuovo FirstEnergy Stadium, che sarà inaugurato nel 1999 (la franchigia dei Browns, intanto, in questo intervallo di quattro anni viene "disattivata" dalla Lega NFL e non gioca nessuna partita ufficiale).

Il nuovo stadio, progettato da Populous - insieme a uno studio di professionisti locali -, è l'evoluzione contemporanea del predecessore: un'imponente struttura in cemento e acciaio, con due tribune centrali su tre livelli e due gradinate laterali più piccole su due livelli. Gli spicchi d'angolo lasciati completamente vuoti permettono di evitare il formarsi di vortici ventosi all'interno del catino dello stadio - cosa che succedeva spesso nel vecchio Municipal - e garantiscono uno scorcio interno dalla strada così come la vista del lago Erie, e della città, dagli spalti.


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GLI INDIANS E LO STADIO PIÙ VECCHIO DI CLEVELAND - Dal football americano al baseball, dai Browns agli Indians, storica franchigia che dà cronologicamente il via all'elenco degli stadi cittadini.

Siamo, infatti, nel 1891 quando viene inaugurato il League Park, l'impianto degli allora Cleveland Spiders, squadra che militava nella National League (oggi una delle due leghe che compongono l'MLB). Sono questi gli anni dei pionieri del baseball, un'epoca in cui compaiono le prime uniformi a righe, oltre a quelle a tinta unita, e vengono introdotti i calzettoni di un colore diverso - e rappresentativo - per ogni squadra.

L'impianto - originariamente con 9.000 posti, seggiolini e struttura in legno - viene rinnovato nel 1910, con il progetto della Osborn Engineering Company, diventando un "ballpark" a tutti gli effetti: esternamente in mattoni, con struttura portante in cemento e acciaio, viene più che raddoppiato nella capienza (21.000 posti) ma ripropone la pianta originale (v. foto sotto). Due lati di gradinate abbracciano il diamante del campo alle spalle della base del battitore, a cui si aggiunge una piccola tribuna sul lato frontale.

La grazia delle balconate in acciaio del secondo anello ci ricorda gli stadi inglesi di inizio secolo e gli elementi dell'edilizia civile del tardo '800 (ponti, stazioni ferroviarie, ecc), mentre la semplicità delle strutture esterne è arrivata fino al giorno d'oggi: fra il 2011 e il 2014, infatti, l'edificio della biglietteria - e parte del muro originale esterno al campo - è stato oggetto di un progetto di restauro che ha riconsegnato la struttura alla città, insieme al parco pubblico realizzato al posto del terreno di gioco (v. foto a fondo articolo).

Il League Park viene utilizzato dagli Spiders, che nel frattempo diventano Cleveland Indians, fino al 1946. Siamo nel secondo dopoguerra, mentre viene creato e successivamente adottato il disegno di Chief Wahoo, l'indiano simbolo della franchigia (spesso, negli anni successivi, oggetto di critiche per essere una presunta caricatura in tono razzista - ma questa, come direbbe qualcuno, è un'altra storia).

La squadra, in realtà, si sposta al Municipal Stadium (proprio in coabitazione con i Browns, v. sopra) già dal 1934 dove, inizialmente, giocano solo le partite serali e nei fine settimana.

Il League Park sarà, infatti, l'ultimo stadio utilizzato in MLB a non aver mai installato un impianto d'illuminazione.




Il Cleveland Municipal Stadium è l'impianto che, invece, scriverà gran parte della storia degli Indians, oltre a ospitare vari concerti delle più grandi rock band di sempre.

Utilizzato sia per il baseball che per il football americano, porterà sempre con sé problemi legati a visuale e funzionalità: troppo diverse la forma e le dimensioni dei due campi da gioco rispetto a quella dello stadio - qui nessun "fuoricampo" venne mai messo a segno sul lato aperto delle tribune, frontale al battitore - e dal punto di vista gestionale si rivelerà un edificio quasi sempre in perdita per le casse della città.

Tra le note curiose, compare - ma solo in parte - nelle scene del film "Major League", del 1989 (v. foto a fondo articolo): furono girate qui le riprese esterne e aeree mentre, per tutte le altre, venne usato il Milwaukee County Stadium, dato che la produzione non poteva combinare le proprie tempistiche con il calendario delle partite di Indians e Browns.


L'evoluzione storica degli impianti di baseball a Cleveland
È proprio un film, quindi, che ci fornisce il collegamento tra il vecchio e il nuovo (attuale) stadio degli Indians. Entrambi gli impianti rappresentati - o filmati - nella pellicola del 1989, infatti, oggi non ci sono più, demoliti negli anni successivi. Gli Indians, dal 1994, giocano al nuovo Progressive Field (inizialmente Jacobs Field, in onore dei proprietari della franchigia).

Progettato da HOK Sport e Osborn Engineering, rientra nel cosiddetto stile "retro-modern": la forma dello stadio segue quella del diamante del terreno di gioco, e si rifà allo stile classico dei primi impianti di inizio '900, combinato con l'uso di tecnologie e materiali moderni. Al Progressive Field variano in altezza e dimensioni anche le diverse gradinate, così come abbiamo visto per il League Park in precedenza: la tribuna più piccola è sul lato opposto, frontale al battitore, mentre sui due lati d'angolo la struttura è su più livelli (v. foto sotto).

In realtà la tendenza "retro-modern" (in voga negli ultimi 20 anni circa) è l'evoluzione della precedente, la "retro-classic", che agli inizi degli anni '90 aveva riproposto la forma a diamante classica con il primo esempio costruttivo del genere, l'Oriole Park di Baltimore (tra l'altro lo stadio che fa da sostituto per le riprese di "Major League II", il seguito del film sugli Indians, uscito nel 1994).


19 torri in acciaio segnano il profilo superiore dell'edificio e accolgono i rfilettori mentre le facciate esterne, composte da ampie vetrate ed elementi verticali a vista, fanno parte di un disegno esterno che riesce ad armonizzare lo stadio con i grattacieli circostanti della città.


Per un anno, tra il 2012 e il 2013, era rimasta in funzione anche una torre a spirale con turbine eoliche, sull'angolo sud-est, installata dalla Cleveland State University: proprio la forma del supporto centrale permetteva la produzione di circa cinque volte l'energia fornita da pale tradizionali, ma l'esperimento durò meno del previsto perché il materiale plastico della struttura si logorava troppo velocemente.

[fine prima parte]

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League Park, l'edificio del box office all'epoca dello stadio e oggi, dopo la ristrutturazione del 2014

Cleveland Municipal Stadium, durante una partita di baseball degli Indians (sopra) e un particolare della facciata esterna (sotto)


Charlie Sheen, in una scena del film "Major League"
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