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    Roma, Questura e allenamento al Tre Fontane, un'altra occasione persa

    roma stadio tre fontane

    La Questura di Roma impedisce l'allenamento pre-derby a porte aperte dei giallorossi. allo Stadio Tre Fontane. Ancora una volta si preferisce l'atteggiamento distruttivo a quello costruttivo, ed è un'altra occasione persa.

    Ci risiamo. Sarebbe stato un bel sabato pomeriggio per i tifosi della Roma, con l'allenamento di rifinitura dei giallorossi - alla vigilia del derby - programmato a porte aperte allo storico Stadio Tre FontaneAlle h15 era prevista la sessione diretta da Spalletti, davanti ai propri tifosi, per completare al meglio il percorso verso la stracittadina di domenica pomeriggio.

    Invece no. L'intervento della Questura capitolina ha consigliato (invitato? obbligato?) l'AS Roma ad annullare l'evento, con buona pace (o meglio, con grande delusione) della tifoseria.

    Le motivazioni sono le seguenti:
    • allenamenti e partite delle squadre giovanili della Nuova Rugby Roma (nel campo adiacente al Tre Fontane);
    • attività del LunEur Park, il parco divertimenti sul lato opposto della strada, che ha riaperto i battenti un mese fa;
    • impossibilità di assicurare un adeguato dispiegamento di forze dell'ordine, già impegnate nelle operazioni elettorali;
    • affluenza prevista maggiore della capienza attuale del Tre Fontane (1.500 posti, in attesa dell'agibilità della seconda tribuna);
    • conseguente possibile paralisi del quadrante urbano.

    Ci sarebbe da sorridere, se non fosse che il quadro (quello della situazione, non delle vie attorno allo stadio) fa quasi cadere le braccia.

    Ancora una volta è evidente la scelta di "non fare" piuttosto che impegnarsi a "organizzare". Come già avvenuto, in parte, per l'infausta decisione delle barriere nelle curve dello Stadio Olimpico, anche qui ci si trova di fronte a circostanze gestibili - a fronte, ovviamente, di un piccolo sforzo da parte di chi è delegato a farlo.

    Onestamente, e questo è un parere personale - basato sulla cronaca dei fatti e delle motivazioni - risulta ancora una volta troppo sbrigativo e indifferente l'atteggiamento verso un evento visto come un "disturbo" allo svolgimento della vita della città.

    Le attività del rugby o del luna park, con tutto il rispetto, non dovrebbero richiamare una tale folla da paralizzare la viabilità o chissà cos'altro, se abbinate all'allenamento della Roma al Tre Fontane. Tanto più che, com'è noto, l'allenamento a porte aperte di un Club professionistico è solitamente qualcosa che si risolve nel giro di un paio d'ore al massimo.

    Con il LunEur Park aperto in settimana h12-19 e al sabato h10-20 risulta difficile pensare che, se la motivazione è seria, si possa replicare in futuro l'idea di un allenamento della Roma lì di fronte (come si vocifera, magari prima di un Roma-Milan ecc, nelle prossime settimane). Stesso discorso per le partite e gli allenamenti del rugby che, di certo, non ci saranno soltanto domani o questa settimana.

    L'evento della Roma che torna al Tre Fontane ha un significato storico importante e che sia oggi o che sia fra qualche mese, il risultato sarà sempre quello di una grande affluenza di pubblico.


    roma cork stadio tre fontane
    Roma-Cork, Youth League, davanti a 1.500 tifosi il 23 novembre scorso, ph AS Roma
    Quello che lascia davvero perplessi è anche il punto sulla "presunta affluenza superiore alla capienza della tribuna". C'è una rinuncia a priori nell'impegnarsi a gestire - magari chiarendo ufficialmente, nei giorni precedenti, l'eventuale stop agli ingressi una volta raggiunto il pienone. Un'occasione persa nel fare opera di educazione positiva del tifoso.

    L'annullamento a priori è una soluzione distruttiva, che non aiuta nessuna delle parti. E, anzi, contribuisce ancora una volta a far percepire le "istituzioni" come qualcuno che non ha né voglia né interesse a sbattersi per aiutare il calcio a crescere in una direzione positiva.

    Avendo assistito al primo allenamento del Toro di Mihajlovic nel luglio scorso, ho toccato con mano la possibilità di organizzare in modo ottimale un piccolo evento di questo tipo, con 5.000 tifosi (ben più della capienza della tribuna), nessun dispiegamento di forze dell'ordine e invasione di campo finale, agevolata a sorpresa da squadra e allenatore.

    Insomma, a fronte di notizie come quella del Tre Fontane, come si possono prendere sul serio i discorsi su presunti modelli esteri sostenibili, sulla restituzione del calcio ai tifosi, sugli stadi pieni o vuoti, e quant'altro?

    La soluzione non può essere sempre quella di "rinunciare". Bisogna andare incontro ai tifosi, mettendo paletti e regole chiare. Solo in questo modo li si può "educare" per arrivare ad avere, in futuro, una cultura dell'evento sportivo che tanto ci piace invidiare agli altri paesi europei.

    Ma, per farlo, ci vuole un impegno organizzativo e gestionale che, a quanto pare, non siamo assolutamente in grado di mettere in pratica.

    ph copertina © AS Roma


    roma stadio tre fontane
    Il murales con la celebre frase di Niels Liedholm, sul muro voluto dal lui stesso per fare palleggiare i giocatori, ph Corriere Giallorosso
    roma stadio tre fontane allenamento
    Stadio Tre Fontane, ph AS Roma
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