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    Mondiale a 48 squadre: cosa cambia per gli stadi?


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    Organizzare il nuovo Mondiale a 48 squadre, dal 2026, potrebbe diventare un’opportunità economica allettante per molti Paesi. Ma cosa cambia dal punto di vista di stadi e infrastrutture?

    La votazione unanime del Consiglio della FIFA ha deciso che, dal 2026, il Campionato del Mondo di calcio sarà a 48 squadre.

    Un allargamento epocale (il torneo non veniva ampliato dall’edizione di France98) che comporterà anche un aumento di partite giocate piuttosto rilevante. Si passerà, infatti, da 64 a 80 gare complessive in programma – anche se, com’è stato evidenziato, il cammino verso il trofeo resterà di sette partite totali.

    Organizzare un Mondiale a 48 squadre, quindi, potrebbe diventare molto allettante – ma anche logisticamente più complicato del previsto.

    Certamente un torneo allargato risulterebbe nella possibilità di maggiori ritorni economici per il Paese ospitante (basti pensare all’Europeo2016 in Francia della scorsa estate) ma richiederebbe uno sforzo organizzativo che, allo stato attuale, poche Nazioni potrebbero garantire.

    La formula dei mini-gironi a tre squadre manterrebbe uno spazio minimo di 2 giorni di distanza fra una partita e l’altra nello stesso stadio. Questo, come già avviene ora, garantirebbe il tempo necessario alla manutenzione del terreno di gioco. L’intenzione della FIFA è di mantenere invariato il numero degli stadi ospitanti a 12, con una capienza dai 40.000 posti in su – e, restando invariati i criteri attuali, in ogni stadio si giocherebbe almeno una partita in più rispetto a ora.

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    Krestovsky Stadium, San Pietroburgo, uno degli stadi di nuova costruzione per Russia2018
    Quasi impossibile ipotizzare cambi di rotta, sia nella capienza minima che nel numero di impianti richiesti – basti pensare al Qatar che, per i Mondiali 2022, probabilmente si presenterà con soli 8 stadi.

    Se, quindi, per gli stadi non cambierà molto, il discorso logistico potrebbe rivelarsi più problematico.

    In particolare per quanto riguarda i campi d’allenamento per ogni Nazionale. Con l'attuale format a 32 squadre, il Paese ospitante nella sua proposta ufficiale presenta una lista di 64 centri d’allenamento tra cui scegliere (comprendenti albergo e campi da gioco). Se il rapporto 2:1 dovesse restare invariato, chi organizzerà i Mondiali 2026 dovrebbe proporne addirittura 96!

    Considerando lo standard necessariamente elevato dei campi e delle strutture proposti, una lista di novantasei possibili centri d’allenamento diversi sarebbe una richiesta improponibile per moltissimi Paesi, anche importanti – si consideri che il massimo raggiunto recentemente è stato di 82, nella candidatura congiunta Spagna+Portogallo per i Mondiali 2018 e 2022.

    A parte Cina e Stati Uniti (non candidabili nel 2026), anche in Europa si farebbe fatica a trovare una Nazione con così tante strutture di alto livello già pronte - con conseguente necessità di "adeguarsi" in tempo e programmare con ancora più attenzione un'eventuale candidatura.

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