Viaggio a Monza: Stadio Brianteo

stadio brianteo monza

Alla scoperta del Brianteo di Monza. Quando uno stadio può essere, allo stesso tempo, un ottimo esempio di architettura sportiva ma un mancato esercizio di lungimiranza.

Funzionalità. Questo dovrebbe essere il vincolo fondamentale nella progettazione di uno stadio (o di un’arena sportiva in genere). Spesso, però, ci si trova a fare i conti con problemi, dimensionamenti sbagliati e scelte che creano problemi invece di risolverli.

Non è semplice progettare un edificio “in previsione di”. Mai come nel calcio la lungimiranza è una virtù eccezionale e la programmazione sul lungo periodo è un esercizio davvero complicato. Ecco perché nel giudicare uno stadio bisognerebbe sempre tenere in conto molti aspetti e non racchiuderlo in un commento unico e riassuntivo.

Il Brianteo è uno stadio contraddittorio. Ma è anche un simbolo dell'architettura sportiva italiana.

Questo è, in parte, il sentimento che mi è rimasto dopo aver visitato lo Stadio Brianteo di Monza, esempio architettonico di grande valore ma ben poco utile nella situazione attuale in cui si trova.

L’iter progettuale, ai tempi durato quasi 10 anni, era forse stato un presagio negativo da tenere in conto. Inaugurato nel 1988, con una vittoria dei padroni di casa in un turno di Coppa Italia contro la Roma, resta oggi uguale a sé stesso – e, per questo, ben valutabile in ogni sua caratteristica.

La realtà calcistica è semplice. Il Monza 1912, la cui storia recente è stata anche piuttosto tribolata, attualmente è una squadra di terza/quarta serie e – nonostante il passato glorioso - si ritrova con uno stadio esageratamente sovradimensionato e, per certi versi, non necessario.

Il Brianteo, però, è anche un esempio di architettura sportiva eccezionale, è questo va assolutamente considerato. Se ci si lamenta degli stadi italiani (soprattutto di questi tempi), espressione di una concezione costruttiva ormai troppo vecchia per il calcio di oggi – e si considera che i nuovi impianti di Italia90 hanno lasciato solo problemi – il Brianteo emerge come un esempio costruttivo relativamente recente e di grande impatto architettonico.

stadio brianteo monza architettura
La biglietteria nel settore nord-ovest (clicca sulle immagini per ingrandirle)

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La struttura della tribuna centrale

LO STADIO - Situato ai margini del centro città, si può assimilare alla corrente del (tardo) brutalismo (v. la definizione nella pagina del "Dizionario"). L’impatto visivo sul visitatore è immediato: cemento armato a vista e linee sicure ed efficaci danno immediatamente l’idea degli elementi strutturali coinvolti. La scelta delle due gradinate piccole dietro le curve (in realtà risultato dei ripensamenti sul progetto iniziale) aumenta ancora di più l’imponenza simbolica della tribuna principale.

Con quasi 6.000 posti tutti a sedere, il settore centrale è coperto da una struttura sospesa ancorata alle due grandi torri laterali, sede anche dei riflettori per l’illuminazione (v. foto sopra). Non si può negare l’eccezionalità di questa tribuna che si sviluppa su un anello unico con un grado di pendenza molto alto – accentuato anche (purtroppo!) dal dimensionamento leggermente sproporzionato dei gradini, che arrivano ad avere una pedata minore dell’alzata nelle file più in alto. La visibilità sul campo però è ottimale, i percorsi interni ben studiati e, nella pancia della tribuna, è situato anche un ampio bar per i tifosi di recente apertura.

stadio brianteo monza architettura foto antonio cunazza
Lo sviluppo degli elementi strutturali a vista, nella facciata esterna della tribuna principale

stadio brianteo monza architettura foto antonio cunazza
Vista sul campo dalla tribuna principale
La gradinata “Distinti”, di fronte, è invece su due livelli senza copertura, con il livello superiore molto aggettante di modo da creare riparo a una buona porzione dei posti sottostanti. Questa, attualmente, è la parte di stadio chiusa al pubblico durante gli eventi sportivi, e conta circa 8.000 posti.

Le due piccole gradinate dietro le porte si sviluppano, invece, su un piano rialzato rispetto al livello strada circostante (v. foto a fondo articolo). In questo modo si aprono dei locali di disimpegno e servizi, nella parte seminterrata (con alcuni scorci piuttosto curiosi, v. foto qui sotto), mentre i tifosi accedono al settore da rampe e scale esterne e si ritrovano su una classica “terrace” all’inglese, senza però ripari o strutture accessorie di sicurezza.

stadio brianteo monza architettura foto antonio cunazza
Un angolo nascosto nello spazio sotto le gradinate

L’ATTUALITÀ - Sono allo studio diverse ipotesi per il destino del Brianteo, stante la situazione del Monza Calcio e la speranza, per ora vana, di rivedere il Club ad alti livelli. Alcuni lavori di adeguamento saranno obbligati qualora la squadra tornasse in Lega Pro, mentre già molto si è fatto per quanto concerne i locali interni della tribuna centrale – molto bella, per esempio, la riorganizzazione dell’area spogliatoi delle squadre, hall d’ingresso e tunnel verso il campo.

Il Brianteo è uno stadio contraddittorio. Non solo nelle intenzioni (sovradimensionato per scelta, sperando in un futuro luccicante per il Club di calcio) ma anche nelle soluzioni.

Certo, non è possibile scindere il suo valore architettonico dal grado attuale di utilizzo e questo, senz’altro, ne penalizza la percezione e il giudizio. I compromessi nelle dimensioni – due tribune imponenti e due molto piccole – si riflettono ora sulle difficoltà di ristrutturarlo ma concorrono a creare l’insieme di un edificio molto più importante di quanto non si pensi. Uno dei pochi simboli di architettura sportiva “brutalista” in Italia, forse da considerare un esercizio di stile, ma certo meritevole di una maggiore valorizzazione.

stadio brianteo monza architettura foto antonio cunazza

stadio brianteo monza architettura foto antonio cunazza

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