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    Orlando City Stadium, il muro viola della Florida

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    L’inaugurazione del nuovo Orlando City Stadium conferma quanto il panorama-stadi degli Stati Uniti sia dinamico e attento alle necessità non solo della squadra ma anche dei tifosi e della comunità locale.

    Sono trascorsi appena tre anni dalla fondazione degli Orlando City ma sembra molto di più. Ieri, dopo un percorso non privo di difficoltà tecniche e burocratiche, i “Lions” della Florida hanno finalmente messo piede nel loro nuovo stadio, l’Orlando City Stadium, inaugurato con la vittoria per 1-0 contro i New York City nella prima giornata della nuova stagione di Major League Soccer.

    È stato un pomeriggio di esaltazione e senso d’appartenenza per i tifosi viola, misto a quel piacevole sollievo che ti avvolge quando sai di avercela fatta.

    E in effetti l’iter progettuale per la costruzione del nuovo stadio non è stato semplice. La convinzione e la volontà di Club e tifosi, però, hanno permesso di ottenere un impianto che ora è la casa della squadra e, soprattutto, un luogo importante per la comunità.


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    #WelcomeHome, “Benvenuti a casa”, è stato il motto del Club durante la giornata di ieri. Perché gli Orlando City, con il loro nuovo stadio, tornano davvero a casa, nel loro quartiere di riferimento, Parramore, in pieno centro città. Certo, il Citrus Bowl – dove gli Orlando City hanno giocato fino all’anno scorso – non è molto distante ma sicuramente non era l’impianto che i Lions volevano chiamare “casa”.

    IL PROGETTO - L’acquisto del terreno sul quale costruire il nuovo stadio avviene già all’inizio del 2013, quando ancora gli Orlando City devono essere ufficialmente fondati. L’intero progetto riguardante la nascita della franchigia, però, parte da più lontano, nel 2010, per volontà dell’imprenditore Phil Rawlins (già dirigente allo Stoke City per più di un decennio), vero artefice della “visione” che sta trasformando velocemente i Lions in una franchigia attraente e dinamica.

    La costruzione viene finanziata interamente a livello privato, anche se il costo sale dai preventivati 110 milioni di dollari ai 155 finali. Rawlins recupera anche fondamentali contributi da una serie di investitori stranieri dislocati fra Brasile e Cina.

    Anche il progetto, come il costo finale, cambia in corsa. Nel 2014 arriva la curiosa decisione di spostarsi a ovest di un isolato, rispetto all’area individuata inizialmente per l’edificazione: un diritto di proprietà conteso fra una chiesa battista locale e la municipalità di Orlando avrebbe potuto ritardare l’inaugurazione dello stadio e la dirigenza non voleva correre rischi.


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    Poi l’aumento della capienza prevista, che passa da 19.000 a 25.500 posti. Lo stadio è oggi il terzo più grande della MLS - con buona pace della media spettatori del Club attestatasi a 32.000 spettatori circa nelle scorse due stagioni (ma il Citrus Bowl ha una capienza di 60.000 posti).

    Lo stadio, su pianta rettangolare, viene volutamente sviluppato con la massima semplicità delle linee. La struttura reticolare in acciaio avvolge e sostiene le gradinate, dall’esterno, fino alla copertura, ma è limitata al massimo nell’impatto visivo. Il bianco e il grigio dominano l’edificio, così da far risaltare il viola del Club, che spicca dai seggiolini e dagli stendardi esterni.

    Un solo angolo dell’impianto resta “vuoto”, occupato dal maxischermo, mentre gli altri tre spicchi angolari delle tribune sono stranamente sprovvisti di copertura e restano senza alcun riparo dalle condizioni meteo (una soluzione non così ottimale, va detto).


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    La pendenza delle gradinate è la massima consentita dal regolamento della lega americana, 33°, il che aumenta l’impatto vocale del pubblico – in Premier League il massimo consigliato è 35°, mentre 38-40° è il valore delle gradinate più ripide d’Europa, come il Mestalla di Valencia, San Siro, Juventus Stadium o Santiago Bernabéu.

    La soluzione forse più importante e virtuosa è quella scelta per la gradinata dei tifosi di casa, la North Stand: soprannominata “The Wall”, con quasi 4.000 posti, è stata progettata interamente “a posti in piedi”, con un sistema di protezioni lungo ogni fila, e permetterà ai tifosi massima libertà (consapevole) nei cori e nelle coreografie durante la partita (v. foto sopra).

    CON I TIFOSI, PER LA COMUNITÀ LOCALE - All’Orlando City Stadium non manca ovviamente la tecnologia. 583 punti-wireless dovrebbero consentire la miglior connettività possibile per chiunque all’interno dell’impianto. La nuova Lion Nation App, inoltre, permetterà ai tifosi di acquistare e presentare il biglietto all’ingresso direttamente dal loro dispositivo mobile.

    Lo stadio ha una certificazione LEED - Leadership in Energy and Environmental Design, per un edificio che risponde a tutti i criteri di risparmio energetico e utilizzo di materiali eco-sostenibili. Il sistema di illuminazione è completamente a LED, mentre sotto il terreno di gioco c’è un sistema di drenaggio tale da riuscire a sostenere più di 10cm di pioggia all’ora. L’Orlando City Stadium ospiterà anche una serie di punti vendita di produttori e aziende locali, per valorizzare il quartiere e la regione.


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    Interessante anche la scelta della società di acquistare un’ampia area circostante allo stadio, da riqualificare e migliorare favorendo l'esperienza dei tifosi nel pre-partita. Allo stesso modo, nonostante un’ampia zona parcheggio, la scelta di non costruirne uno sotterraneo è stata motivata dal Club “per invogliare i tifosi a usare i trasporti pubblici” – volontà sottolineata dalla mappa dedicata sul sito ufficiale del Club.

    L’Orlando City Stadium è parte di una “visione sportiva” ambiziosa, che passa dalla creazione di una squadra, l’iscrizione al massimo campionato americano e la costruzione di un’identità locale ben definita.

    Ma è anche un esempio di pianificazione e perseveranza, e di una progettazione sostenibile e attenta alle necessità dei tifosi e della comunità locale. Non sempre uno “stadio bello” significa uno “stadio ben fatto”. A Orlando hanno preferito concentrarsi sul “farlo bene” e lo sforzo è stato ripagato.




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    Smoke Device Area, sono le aree dedicate all'utilizzo di fumogeni e torce per le coreografie, nella gradinata dei tifosi di casa

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    49 seggiolini arcobaleno, nel settore 12 della Tribuna Ovest, ricordano la tragedia del Pulse Nightclub, del giugno 2016 (ph remezcla.com)

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    (tutte le foto presenti nell'articolo sono tratte dai profili social ufficiali degli Orlando City Soccer Club, tranne ove specificato diversamente)

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