Storia e Architettura degli Stadi di Calcio

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    Perché Inter-Pordenone si poteva giocare solo a San Siro

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    I motivi per i quali, allo stato attuale, auspicare l’Inter in trasferta a Pordenone è ancora impossibile - a prescindere dal format della Coppa Italia.

    Inter-Pordenone, ottavo di finale di Coppa Italia giocato ieri sera (e vinto dai nerazzurri ai rigori), ha rilanciato ancora una volta il dibattito sul format del trofeo nazionale. E su quello che potrebbe essere “se”. Se facessimo come l’FA Cup in Inghilterra, se facessimo come la Coppa di Francia, e via dicendo.

    A livello assoluto, la partita di ieri sera giocata a Pordenone, allo Stadio-Velodromo Bottecchia, sarebbe stato un genuino sprazzo di calcio d’altri tempi. Ma la realtà è una: allo stato attuale, Inter-Pordenone si poteva giocare soltanto a San Siro.

    Fra realtà e romanticismo, di solito, vince sempre la prima. E la realtà del calcio italiano impone di partire da un presupposto fondamentale: a prescindere dal sistema della competizione, sono gli stadi a essere un problema. E non nel senso stretto della capienza, ma in fatto di adeguamento strutturale a normative esistenti.

    Uno spunto, in tal senso, arriva dal giornalista Benny Giardina, che stamattina ha centrato la questione puntando su due considerazioni in parallelo: incasso botteghini e problema impiantistico.



    A livello economico, con gli incassi da botteghino da dividere a metà fra le due squadre, è ovvio che al Pordenone abbia fatto molto più comodo giocare il turno di Coppa Italia a Milano, e non in casa.

    Allo stesso tempo, la partita non si sarebbe mai potuta giocare nello stadio dei friulani che, attualmente, non risponde nemmeno ai requisiti minimi per la Serie B (la squadra quest’anno milita in C). Ed è questo il nodo.

    Posto che l'attuale format della Coppa Italia privilegia le grandi squadre (Hellas-Milan o Genoa-Juventus sarebbero certamente più interessanti rispetto alle sfide in programma, in casa di rossoneri e bianconeri), e che un sorteggio integrale potrebbe regalare partite più uniche dal punto di vista del contesto (v. la big in trasferta in provincia), gli stadi italiani non permettono un cambiamento a breve termine.


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    Il settore ospiti del Sutton United, nel quale l'anno scorso trovarono posto solo 750 tifosi dell'Arsenal in trasferta

    Se in FA Cup, in Inghilterra, c’è un sorteggio integrale è anche perché gli stadi sono regolati da criteri infrastrutturali univociche coinvolgono tutte le squadre, dalla Premier League fino alla quinta e sesta serie (National League, semi-professionisti, come l’Eccellenza italiana)⁽¹⁾.

    Ecco, quindi, che l’Arsenal può giocare in casa del Sutton United (5a serie) che ha uno stadio da soli 5mila posti (Gander Green Lane, v. foto sopra), e nemmeno tutti a sedere, ma è una struttura “a norma” - e ha comunque 2mila posti in più del Bottecchia di Pordenone.

    ⁽¹⁾ diverso, e più specifico, il discorso per l’accesso ai campionati professionistici inglesi (primo-quarto livello) che ha ulteriori obblighi specifici, v. posti a sedere e capienza, verso i quali adeguarsi nell’arco di tre anni.

    Andrebbe fatto anche un discorso sulla capienza, che nei regolamenti italiani di Serie A e Serie B è uno dei vincoli principali - e probabilmente valutato in eccesso (minimo 10.000 posti in B, 20.000 in A) - mentre andrebbe data più importanza ad altri fattori, come sicurezza, accessi, funzionalità strutturale, servizi.

    Emblematico il caso dell’Alessandria, lo scorso anno, che chiese di poter giocare la semifinale di Coppa Italia in casa contro il Milan, all’Olimpico di Torino, per sfruttare una maggiore capienza. I risultati furono effettivamente positivi ma il "campo neutro" non è una soluzione ancor più svilente?


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    Östersund Arena, Svezia

    Secondo un’indagine di Repubblica, di un anno fa, sono molti gli stadi italiani non a norma per capienza minima, fra Serie A e B, ma utilizzati ugualmente grazie a deroghe previste dalla legge.

    E non è un mistero che l’Atalanta, quest’anno, giochi l’Europa League al Mapei di Reggio Emilia, perché l’Atleti Azzurri d’Italia ha ancora un piccolo settore a posti in piedi in tribuna, oltre al campo di gioco che non rispetta le dimensioni minime imposte dalla UEFA. L'Östersund, squadra svedese anch'essa ai sedicesimi di EL, ospiterà invece l'Arsenal senza problemi nella propria Östersund Arena - 8mila posti circa, struttura inaugurata nel 2013 e costata 26 milioni di €, in piena conformità con i regolamenti europei (v. foto sopra).

    Il cambiamento del format della Coppa Italia è senz’altro auspicabile. La situazione degli stadi italiani, però, lo rende inapplicabile. E, a conti fatti (anche economici), la trasferta del Pordenone a San Siro è stata comunque positiva per il club e indimenticabile per i tifosi.




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