Storia e Architettura degli Stadi

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    Iconografia degli stadi: un pezzo di Wembley rivive nella quarta serie inglese

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    Il tabellone segnapunti del vecchio stadio di Wembley, trasferito a Mansfield, in quarta divisione inglese

    È il 18 giugno 1996 e la scritta "Olanda 1 - Inghilterra 4" è visibile da tutto il pubblico di Wembley: è formata da tanti quadratini gialli, sul tabellone luminoso appeso alla copertura dello stadioLa terza partita del Gruppo A dei Campionati Europei è appena finita e siamo nel pieno di un'estate in cui tutti sono convinti che il calcio stia "tornando a casa".

    Lo cantano i Lightning Seeds, band di Liverpool, proprio alla vigilia del torneo: "Football's coming home". Un pezzo musicale che cavalca il britpop e l'epica del calcio inglese - fra citazioni dei campioni del mondo del '66 e del gol di Lineker alla Germania nel 1990, e una celebrazione quasi disillusa di gioie e delusioni vissute dalla Nazionale inglese nei decenni precedenti.


    La scritta "Netherlands 1 - England 4" sul tabellone luminoso di Wembley, in una sera di metà giugno del 1996, resterà per molto tempo una delle immagini preferite dai tifosi inglesi.

    Il punteggio visualizzato in quella sera di metà giugno del 1996 resterà per molto tempo una delle immagini preferite dai tifosi inglesi. Una vittoria di classe e forza, firmata dalle doppiette di Shearer e Sheringham, il manifesto perfetto di una grandissima generazione di calciatori - che si era fermata a un passo dal sogno, ai rigori contro la Germania in semifinale. E il tabellone segnapunti che recitava il risultato finale di Olanda-Inghilterra resterà in uso fino all'ultima partita di sempre giocata nel vecchio stadio di WembleyInghilterra 0 - Germania 1, 7 ottobre 2000, qualificazioni al Mondiale nippo-coreano di due anni dopo (v. foto sotto).

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    Inghilterra-Germania, 7 ottobre 2000, ultima partita nel vecchio stadio di Wembley


    Al passo d'addio del glorioso stadio nazionale le cose erano molto diverse dall'estate di quattro anni prima. L'arbitro italiano Stefano Braschi non aveva diretto solo gli ultimi novanta minuti del più affascinante stadio della storia del calcio, ma anche quelli dell'allora c.t. dell'Inghilterra, Kevin Keegan, che si sarebbe dimesso nel dopo-gara.

    E qualche anno dopo, nel 2005, il sondaggio pubblico per scegliere il nome del nuovo ponte pedonale di collegamento allo stadio vedeva la paradossale e ironica vittoria dell'opzione "Dietmar Hamann bridge" - l'autore del gol-vittoria dei tedeschi in quel pomeriggio di ottobre. Con una forzata correzione dei risultati si decise per "White Horse bridge" (in onore di Billy, il cavallo della polizia che entrò in campo per mettere ordine tra la folla durante la finale di FA Cup del 1923), che non cancellava l'ombra sull'ultimo atto del vecchio stadio.

    Dopo sedici anni il tabellone luminoso di Wembley è di nuovo in funzione, in uno stadio di quarta divisione inglese.


    Dai pomeriggi assolati del 1996 che facevano sognare i tifosi inglesi, al declino improvviso degli ultimi mesi sportivi del 2000, il vecchio stadio di Wembley aveva corso su un ottovolante di situazioni perfino esagerato per fare da cornice al passo d'addio definitivo.

    Oggi, dopo quasi vent'anni e uno stadio interamente ricostruito, il tabellone luminoso che segnava i risultati dell'Inghilterra all'ombra delle due torri è ancora in funzione. O meglio, è di nuovo in funzionesi trova al Field Mill/One Call Stadium, stadio di casa del Mansfield Town FC, nella quarta divisione inglese.

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    Il tabellone installato a Field Mill, ph Mansfield Town FC


    Ci sono voluti alcuni mesi per l'installazione e il debutto è slittato più volte. Fino al 10 dicembre 2016, quando i led del megaschermo si sono riaccesi di nuovo per la partita di campionato Mansfield-Colchester United (v. foto a fondo articolo).

    Riposizionato praticamente a bordo campo, sul lato est dello stadio (Bishop Street End, dove si trova una piccola gradinata centrale attualmente inagibile), domina il terreno di gioco con i suoi 15m x 6m che ne fanno il tabellone luminoso più grande al di fuori del nuovo stadio di Wembley. Ovviamente.

    Non è certo il primo caso di un oggetto iconico trasferito da uno stadio a un altro ma, di solito, si parla di impianti della stessa squadra (il grande orologio art-deco da Highbury all'Emirates, per l'Arsenal, o la cancellata di ingresso di Upton Park, oggi nel nuovo London Stadium).

    Certamente esiste un valore storico che avvolge alcune parti di uno stadio. Preservarle significa trasmettere un'eredità che è parte fondante di ciò che il calcio rappresenta per i tifosi, ancor prima che una mera operazione di feticismo della storia.

    Soprattutto in un caso come questo, dove un oggetto non particolarmente specifico (se nessuno ci dicesse che arriva dal vecchio Wembley non potremmo capirlo, a differenza di una statua o di un'insegna) ritrova una seconda vita operativa - con indubbi vantaggi logistici per i nuovi possessori - passando dai Campionati Europei alla quarta divisione, in un doppio salto all'indietro che ne aumenta il fascino intrinseco, anziché sminuirlo.

    Quello di Mansfield è un caso di "eredità sportiva" che rappresenta l'importanza, non solo strettamente architettonica, che hanno gli stadi. A sedici anni e 220km di distanza, un pezzo del vecchio Wembley è ancora operativo. Non riporterà indietro quello stadio ma, a conti fatti, vederlo in funzione è un pensiero confortante.

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    Mansfield-Colchester, ph twitter @NeilKellyn
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    Il tabellone visibile a destra, nei pressi della gradinata nord - settore ospiti, ph Mansfield Town FC



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