Storia e Architettura degli Stadi

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    Dallas, AT&T Stadium: i motivi dell'effetto "sole negli occhi" che penalizza i giocatori

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    Il "sole negli occhi" crea problemi ai giocatori, all'AT&T Stadium di Dallas. Ecco perché lo stadio è stato costruito così.

    Se il “diritto alla luce” è una normativa che influisce sulla pianificazione architettonica (emblematico il caso della famiglia londinese che ha provato a bloccare il progetto del nuovo Stamford Bridge), nel caso degli atleti in campo diventa un’eventualità alle volte dannosa.

    È ciò che è emerso lo scorso novembre, all’AT&T Stadium di Dallas (Texas, Stati Uniti) durante la partita di football americano NFL fra i Dallas Cowboys e i Kansas City Chiefs. Il wide receiver di casa, Brice Butler, ha avuto grossi problemi nel prendere i lanci a causa dei raggi di sole filtrati attraverso un lato dello stadio, direttamente all’altezza dei suoi occhi.


    Non è stata la prima volta, comunque. Anche nei mesi precedenti, e fin dall’apertura dell’impianto nel 2009, all’AT&T Stadium si sono succeduti i casi di palloni persi o non catturati a causa dell’effetto “sole negli occhi” (v. video sopra, Jason Witten non cattura il lancio, in Cowboys-Giants, settembre 2016).

    Può sembrare incredibile che uno stadio di tali proporzioni, sia architettoniche che economiche, abbia un problema così banale – che si presenta puntualmente nelle partite che si svolgono nel tardo pomeriggio – ma c’è una spiegazione.

    L’AT&T Stadium è costato intorno a 1,2 miliardi di $ (il doppio rispetto alle stime iniziali) ed è un edificio strabiliante, pensato per essere al tempo stesso un’arena indoor e uno stadio classico en plein air.


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    VETRATE E ARCHI, UNA STRUTTURA IMPONENTE

    In quello che, in pianta, sembra il richiamo a un gigantesco pallone da football, vengono ospitate 80.000 persone dislocate su quattro anelli di gradinata, e lo stadio raggiunge i 91 m d’altezza nel suo punto centrale più alto. Pensato come un guscio che racchiude il campo da gioco al suo interno, è segnato dai due archi longitudinali, che corrono lungo i quasi 400 m dello stadio – e segnano l’edificio ai due lati del campo, sorreggendo la struttura di copertura.

    Questi archi, inoltre, creano due “aperture” in corrispondenza delle due end-zone del football (o, per meglio dire, dietro le porte), creando un effetto-galleria che contribuisce a sottolineare la presenza delle due piazze d’accesso principali all’impianto.

    Un’idea progettuale che libera lo spazio, con il risultato di uno stadio che – anche grazie alla copertura mobile – si trasforma da indoor a stadio tradizionale con estrema facilità.


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    L'ORIENTAMENTO DELLO STADIO E LA FUTURA URBANIZZAZIONE

    Proprio le due porzioni “aperte” in corrispondenza delle end-zone, e avvolte da ampie vetrate, diventano un problema nei pomeriggi di sole. L’AT&T Stadium è stato costruito secondo un orientamento est-ovest. Tradizionalmente si cerca di avere stadi orientati nord-sud, in modo da distribuire il sole e le ombre in modo equo sia da un lato che dall’altro del campo. Nel caso di Dallas, invece, l’AT&T Stadium fa parte di un masterplan più ampio, che coinvolge l’intera area circostante, denominata Arlington Entertainment District.

    A poca distanza è previsto sorgerà il nuovo stadio del baseball dei Texas Rangers (entro il 2021) e, nei pressi del lato ovest dell’AT&T dovrebbero essere costruiti nuovi edifici di 14-15 piani d’altezza. Ecco perché, quindi, il problema del sole negli occhi non è causato da un errore progettuale.


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    L'orientamento est-ovest dell'AT&T Stadium. In alto a dx l'attuale stadio dei Rangers di baseball e, in basso a dx vicino al fiume il luogo dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto.

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    L'orientamento nord-sud del MetLife Stadium di New York


    In realtà è la conseguenza di un orientamento forzato dello stadio, in funzione di una migliore valorizzazione edilizia dell’area. Anzi, come dichiarato anche dai progettisti, tutti i calcoli di direzione dei raggi solari e incidenza sull’impianto erano stati presi in considerazione – ed era stato messo in conto il problema capitato al receiver dei Cowboys, Butler, e ad altri prima di lui.

    Ma, allo stesso tempo, si tratta di una questione definita “temporanea” dai responsabili dello stadio, in attesa che venga completata l’urbanizzazione adiacente (non ci sono date certe, ndr) e altri edifici facciano ombra sull’AT&T Stadium, eliminando il problema.


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    Il fascio di luce solare che arriva in campo, dal lato ovest dell'AT&T Stadium


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